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Il gran maestro dei Templari, invia le sue “truppe” da Pescara a Casalincontrada

L’affascinante storia dei monaci con “licenza” di uccidere”: tra mito storia e suggestioni

| di Ines Montanaro
| Categoria: Tradizioni | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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Paese piccolo e sparso Casalincontrada che, con i suoi 3.122 abitanti, non ha mai smesso di radunarsi al “tocco della campana della cultura”.

Sabato 7 febbraio alle 17,00, nell’aula consigliare del piccolo/grande Comune di Casalincontrada - si sono ritrovati - un gruppo di appassionati della storia e del mistero dei monaci guerrieri che, presero il nome di Templari, da quella che oggi è la Moschea di Omar ..che, all’epoca fu da essi chiamato Templum Domini (Tempio di Dio) ed è l’emblema stesso di Gerusalemme.

Questa conferenza nasce da un gruppo di persone che si conoscono ad un Corso di “Counseling” (studio dei misteri della storia ndr). Il gruppo di studiosi/appassionati dal nome “I luoghi dell’anima”, ripreso dalla libreria specializzata omonima di Pescara, in Via Campobasso, decide di organizzare una conferenza dal titolo: “I Templari storia e segreti di un Ordine e della sua presenza in Abruzzo”.

L’Amministrazione comunale tutta, unitamente al Club culturale L’Aquilone, il Vice Sindaco Angelo Bonelli, l’Assessore Federica Montanaro e il Consigliere Walter Esposito hanno offerto il loro prezioso contributo di assistenza e organizzazione.

Il Sig. Valerio Ivo Montanaro originario di Casalincontrada (Ch) nonché appassionato della materia ha proposto agli amici il suo paese d’origine come luogo ideale del primo incontro sull’argomento, conoscendo egli, sia la tradizionale ospitalità casalese per le iniziative culturali e sia l’alta sensibilità dei suoi abitanti. I 5 relatori sono stati: l’Assistente capo della polizia di Stato di Bologna, Valerio Ivo Montanaro e i seguenti professionisti pescaresiAlfonso Recinella, Giorgio Caizzi, Alberto Oliva e Carlo Colucci.

Il pubblico presente ha gremito (e non è un luogo comune) la Sala consiliare dell’antico palazzo comunale dalle solide pareti di pietra. Molti partecipanti infatti, sono rimasti in piedi nel poco spazio vicino la porta d’ingresso. L’excursus storico è stato preceduto dal cordialissimo benvenuto del Sindaco Vincenzo Mammarella, che ha sottolineato come, la cultura, potrebbe essere uno dei volani di ripresa dell’attuale crisi economica e, gli aspetti europeistici ante litteram dei Templari, ai quali si potrebbe guardare come modello di rinascita. Insieme ai conferenzieri/cavalieri abbiamo fatto un poderoso percorso storico dai molteplici aspetti: spirituali, religiosi, politici, economici, artistici, architettonici, simbolici teologici e filosofici.

Dai cinque conferenzieri, nel corso dell’esposizione abbiamo appreso tantissime cose. In primis che, Il motivo “ultimo” della nascita ed espansione di quest’Ordine, nacque dall’assalto sistematico ai pellegrini diretti in Terra Santa, da parte del mondo islamico: califfati vari, Fatimiti d’Egitto, Turchi Selgiuchidi e altri ma, in realtà, le aggressioni con atroci crocifissioni, estorsioni...eccetera, erano iniziate già da qualche secolo.

Dopo lunghi anni di “non reazione”, un gruppetto di cavalieri capitanati daUgo de Payns, di ritorno da un pellegrinaggio in Terra Santa, decide di fondare il primo nucleo di cavalieri per la protezione dei pellegrini che ivi si recavano. Sostenuti da re Baldovino del Belgio, da altri re cristiani e, con l’aiuto di San Bernardo di Chiaravalle - che scrisse la loro Regola - fecero un giro di arruolamento nelle corti europee, nacque così (1118 d.C.) come “task force” il singolare Ordine monastico che, era legato ai voti di povertà ubbidienza e castità ma, anche a quello che oggi chiameremmo il “quarto voto”: quello di difendere i pellegrini e la cristianità fino alla morte del nemico, con il presupposto teologico che, non era l’uomo che si voleva uccidere ma il Male, dunque non omicidio ma ..malecidio.

I monaci crebbero ben presto in numero, potenza militare ed economica. La proiezione di opportune slide sulla parete di fondo della sala, sottolinea sintetizza e fissano al massimo i vari interventi. Uno dei relatori si è posto anche il quesito se i Templari fossero – nel tempo – divenuti degli eroi o una "multinazionale". Di certo, con le donazioni e i cospicui bottini di guerra i loro beni crebbero a dismisura, ma vennero da essi reinvestiti anche per il bene comune. Il segreto del loro successo nel tempo però, è legato anche alla loro infinita simbologia - come viene ampiamente illustrato da un altro relatore – che, nei secoli, è divenuta oggetto di studio e passione. Parliamo delle infinite interpretazioni della croce a 8 punte a cuspide dei Templari di cui anche altri Ordini a tutt’oggi si fregiano, la loro scrittura criptata, i tanti nessi con la cabala ebraica e, le infinite letture/interpretazioni dellascomparsa del Santo Graal e l’Arca dell’Alleanza, mai più trovata dopo la distruzione del Tempio di Salomone.

L’esoterico – nel senso di recondito, nascosto, a conoscenza di pochi – è sempre stato uno stimolo per i sensibili al mistero – per tentare di varcarne i confini. La conferenza si vivacizza con l’intervento del parroco don Enrico D’Antonio sul rapporto tra Templari e Gioacchino da Fiore, di quest’ultimo, infatti, egli è appassionato studioso. Le teorie esposte non sempre combaciano con la visione cristiana.

Un primo intervallo viene offerto dal poeta Casalese Mario D’Arcangelocon la recita di una sua lirica in dialetto abruzzese dal titolo “la cammisciola bianche”. Mario, da anni, da voce al sentire profondo dell’anima della nostra gente, quel piccolo/grande mondo che ci appartiene cui ha saputo dare valore universale. Egli è fresco di premiazione di una Gara di poesie in vernacolo a carattere nazionale che lo ha visto vincitore assoluto a Roma e premiato al Campidoglio dall’Assessore alla cultura.

A seguire, vi è stata la proiezione del cortometraggio “Celestino V il Papa eremita”, scelto per le connessioni storiche tra Fra Pietro Angelerio (il futuro Papa Celestino) e la sua visita a Lione in occasione del Concilio del 1274 che lo vide difendere il suo Ordine monastico di cui – con altri – si voleva la soppressione. A Lione, egli venne ospitato in un castello templare, in cui incontra il Gran Maestro, da qui le tante ipotesi sugli aiuti che ricevette dai Templari per la basilica di Collemaggio, la quale sembra portare ancora dei segni visibili, almeno prima del terremoto del 2006. La proiezione è stata un bel tuffo nei nostri monti e.. nei nostri ricordi personali e familiari.

Un conferenziere/architetto, nel frattempo, invita a gustare le meraviglie dell’architettura gotica con bellissime slide delle cattedrali più conosciute, di cui, viene sottolineato il “rosone” ricco di simboli che richiamano quelli templari. A suo avviso, Santa Maria di Collemaggio sembra essere la sintesi delle scarne chiese certosine volute da San Bernardo e quelle gotiche del nord: un Gotico/Cistercense che si può ravvedere anche in Santa Maria Arabona e altre chiese in Abruzzo e Molise.

L’inizio della fine della parabola dei Templari, parte da un loro “dissidente” che, si lamenta dei suoi confratelli per dei torti subiti con Filippo il Bello re di Francia, il quale porta le “dicerie” su di loro al Consiglio della corona, che - a nome del re - scatenò quella che è stata definita “la più grande azione strategica del Medio Evo”. Ne segue a breve, l’arresto di 15.000 cavalieri. I Templari, sottoposti ai tribunali dell’Inquisizione e sotto tortura, ammisero le cose più orrende, soprattutto sul loro rito d’iniziazione. Il Vescovo di Ravenna li difese, ma Clemente V, sentite le loro confessioni “estorte”, approvò la loro condanna con una bolla papale. Fu l’invidia di Filippo il Bello per le loro ricchezze che mosse il meccanismo della loro distruzione? La storia mette sempre questa ipotesi al primo posto. Certo è, che l’ultimo Gran maestro Jacques de Molay, mentre moriva arso vivo lanciò 4 tremende profezie di morte a breve ai loro persecutori che si avverarono tutte, compresa quella a Filippo il Bello.

L’incontro si conclude con una dotta esposizione sulla dottrina della Gnosi tenuta da Valerio Montanaro, dottrina di cui, i Templari, si suppone fossero a conoscenza pur essendo stata riconosciuta eretica e che generò il Monofisismo: altra eresia che separava Gesù da ogni umanità facendone solo una creatura divina. Nel 2001, negli archivi vaticani, fu trovata la bolla di Chinon (sempre di Clemente V) nella quale si assolvevano i Templari da ogni accusa, un documento in netta contraddizione con la prima che li condannava. Innocenti, colpevoli o assolti per insufficienza di prove? Una sola cosa è certa, molti Ordini monastici sono scomparsi e non se ne parla più, per i Templari, invece, la discussione è sempre aperta.

Per un mistero che si svela dieci se ne aprono. Casalincontrada ha accolto questi celebri Cavalieri e resi ancora una volta affascinanti.

N.B. di seguito i nomi di alcuni paesi abruzzesi che conservano resti di edifici templari, alcuni ancora esistenti, altri come ruderi, altri ancora solo come memoria storica scritta: Penne (PE) San Giovanni Battista dei Templari - Santa Maria di Borgonovo - Scurcola (AQ) - Santa Maria del Ponte – Vasto(CH) Magione di Penna luce – Porto di Punta Penna - Magione di San Salvatore - Monteodorisio (CH) – Magione – Atessa (CH) - Magione in frazione Castelluccio – tra Pescasseroli (AQ) e Bisegna frazione di Gioia dei Marsi (AQ) San Nicola del Tempio.

Ines Montanaro

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