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Cambiare il proprio cognome: requisiti, modalità, conseguenze

| Categoria: Attualità | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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Possono essere diversi i motivi per i quali una persona decida di cambiare il proprio cognome. Tale scelta può essere dettata da legami speciali con la madre, per cui si preferisce acquisire il cognome materno, dall’abbinamento di cattivo gusto con il proprio nome, dalla volontà di prendere le distanze da qualsiasi persona della propria famiglia. E molto altro.

Sono proprio i motivi per cui si decide di farlo a determinare i principali requisiti, nonché l’effettiva modifica. In base ad essi, la Prefettura può decidere se approvare o meno la richiesta di cambio cognome o rifiutarla.

In ogni caso, prima di prendere una decisione di questo tipo, è fondamentale valutare le conseguenze future, sotto ogni punto di vista. Modificare il proprio cognome significa rompere una continuità familiare che difficilmente potrà essere ricostruita. Se un discendente futuro, ad esempio, vorrà scoprire le proprie origini genetiche, incontrerà non poche difficoltà.

Requisiti per cambiare il proprio cognome

Per poter chiedere la modifica del proprio cognome bisogna possedere almeno uno di questi requisiti:

● Cognome materno: è possibile aggiungere il cognome della madre. È necessario il consenso dei parenti che portano il cognome attuale.

● Cognome acquisito: è possibile richiedere l'aggiunta del cognome del compagno o del secondo marito della madre. In questo caso, sono necessari i consensi sia del padre biologico sia dei figli del compagno/marito stesso, se presenti.

● Cognome imbarazzante: il proprio cognome è motivo di scherno da parte di altre persone o comunque ha origine da parolacce, difetti fisici o insulti di vario tipo. Rientra in questa tipologia anche il cognome che, in abbinamento al nome, suona ridicolo o dà origine a un significato imbarazzante.

● Cognome rivelatore: è quel cognome che rivela la propria origine o quella di un proprio avo. In particolare, si fa riferimento ai cognomi attribuiti ai bambini orfani e trovatelli, a cui spesso si è dato il cognome “Esposito” o “Trovato”.

● Cognome in via d’estinzione: è il cognome che, sulla base delle persone che lo portano e sono ancora in vita, si andrà estinguendosi. È possibile chiedere che sia aggiunto al proprio, portando un albero genealogico autocertificato che ne dimostri l’attendibilità. Tale richiesta può essere effettuata anche per un cognome già estinto, purché non siano trascorsi oltre 30 anni.

● Cognome per acquisizione cittadinanza: può capitare che l’acquisizione della cittadinanza italiana comporti un cambio cognome; ovvero, al momento della compilazione dell’atto di nascita, è possibile che venga trascritto un cognome diverso. In questo caso, è possibile riacquisire il cognome originale.

Ultimo requisito necessario per effettuare tale richiesta è la cittadinanza italiana del richiedente. Se la persona che intendo cambiare il proprio cognome ha cittadinanza estera, non potrà procedere alla modifica.

Modalità per effettuare il cambio del cognome

Il richiedente deve presentare alla Prefettura di riferimento tutti i documenti necessari alla realizzazione dell’operazione, allegando l’eventuale sottoscrizione dei genitori o di chi detiene la potestà genitoriale.

Per inoltrare la domanda, non è necessario rivolgersi a un avvocato o a un altro professionista. L’intera domanda può essere compilata ed inviata autonomamente.

Quanto costa? L’invio della domanda richiede l’apposizione di una sola marca da bollo da 16 euro. Tuttavia, se la richiesta del cambio di cognome è legata ai requisiti di imbarazzo o di rivelazione dell’origine, la marca da bollo non è necessaria. Se la domanda viene accettata, si devono apporre altre marche da bollo sul decreto del prefetto.

Conseguenze del cambio cognome

Se si ottiene la modifica del proprio cognome, è necessario procedere all’adeguamento di tutti i documenti necessari e di quelli che potrebbero rivelarsi utili in futuro, compreso, ad esempio, il diploma di laurea.

Il nuovo cognome viene applicato anche ai figli:

● Coloro che devono nascere: lo acquisiranno automaticamente.

● Coloro che sono già nati e sono minorenni: lo cambiano automaticamente, senza possibilità di scelta.

● Coloro che sono già nati e sono maggiorenni: hanno un anno di tempo per decidere se mantenere il precedente o cambiarlo.

Va, infine, posta molta attenzione sulle “conseguenze familiari” legate alla modifica del proprio cognome. Come accennato in apertura di quest’articolo, chi in futuro vorrà ricostruire la storia della propria famiglia incontrerà non poche difficoltà, se nel frattempo qualcuno avrà modificato il proprio cognome. Una brusca interruzione dell’albero genealogico sarà quasi inevitabile. Potrà essere evitata solo con un’accurata ricerca basata su altri dati, quali: foto, informazioni familiari, documenti, ecc. Solo in questo modo si potrà sopperire alla mancanza del cognome di famiglia.

Il ragionamento inverso può essere utile a chi sta effettuando proprio ora delle ricerche sulla propria famiglia d’origine e non riesce a completare la ricostruzione. Non è detto che il cognome su cui sta basando la ricerca sia quello d’origine. In questo caso, la soluzione può arrivare proprio intrecciando gli altri dati a propria disposizione. Insomma, non è escluso che non scopra che il suo vero cognome, in origine, fosse un altro.

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