LE NOSTRE PROPOSTE SU TARI ED IMU

GLI EX CONSIGLIERI PROPONGONO AZIONI CONCRETE PER RILANCIARE L'ECONOMIA

| di MAURIZIO CAMISCIA
| Categoria: Attualità
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Vivere in un comune dell’interno è una scommessa e una fatica, con tutti i disagi e le difficoltà che si incontrano rispetto a chi abita in una zona metropolitana o sulla costa. Un’emergenza planetaria come quella del coronavirus, ovviamente complica ancor di più questo scenario e uno dei settori che maggiormente ne risente è quello del commercio, fatto di artigiani, esercenti, piccole e medie imprese, negozi di quartiere, vendita al dettaglio… .

I dati ci preoccupano: ritardi nella concessione del ristoro di 600 euro, lungaggini burocratiche per accedere al prestito di 25.000 euro. Unimpresa ha calcolato che il 30% dei negozi e dei ristoranti a giugno non riaprirà.

Ma al di là dei freddi numeri, ci allarmano i resoconti e il quadro della situazione che ci danno i commercianti guardiesi: quelli che conosciamo da sempre o con i quali abbiamo meno confidenza, i titolari di attività storiche o coloro che da poco hanno aperto un’attività. Categorie merceologiche diverse, ma tutti ci dicono di essere spaventati per il futuro.

Noi abbiamo dato il nostro contributo con delle proposte concrete: la consigliera comunale Inka Zulli ha esortato l’amministrazione comunale all’abbattimento della Cosap per l’intero 2020. Abbiamo anche suggerito di ripartire subito dal mercato, soprattutto quello agroalimentare che, per sua natura, ha meno problemi di spazi e di possibili assembramenti, senza aspettare il 4 maggio. Abbiamo esortato il sindaco a convocare un consiglio comunale alla presenza dei vertici della regione e della asl per dire concretamente, a cittadini e titolari di attività, in cosa consisterà, la Fase 2 sia dal punto di vista dell’assistenza sanitaria sia da quello delle misure economiche da mettere in atto per fronteggiare la crisi.

Abbiamo ritrovato i nostri suggerimenti nelle proposte che l’Anci (Associazione Nazionale dei Comuni Italiani) presenterà al tavolo della Conferenza Stato-Regioni, segno che essi possono trovare realizzazione, ma l’unico atto concreto finora, a livello comunale, è stato il differimento del pagamento delle imposte. Crediamo, invece, che debba essere fatto uno sforzo maggiore, perché la chiusura degli esercizi commerciali, in questi mesi, è stata totale, quindi senza nessun introito e, in più, con le spese fisse da pagare. Né si può pensare che, finita l’emergenza, tutto tornerà come prima, guadagni compresi, poiché le rigide norme per evitare un nuovo picco del contagio limiteranno l’afflusso di clienti sia di che da fuori Guardiagrele.

Per questo, chiediamo all’amministrazione comunale di impegnarsi nell’esenzione, o perlomeno nell’abbattimento della Tari per i mesi in cui non si è usufruito del servizio. Infatti, l’Istituto per la Finanza e l’Economia Locale (fondazione Anci), in una nota del 24 aprile, propone di articolare gli interventi agevolativi in due tempi. Nella prima fase potranno essere prorogati i termini di pagamento per le categorie più colpite dalla chiusura forzata delle attività. Successivamente, con la delibera di approvazione delle tariffe, entro il 30 giugno 2020 (termine che il decreto “Cura Italia”, Dl 18/2020, ha posticipato di due mesi), potranno invece essere adottate misure agevolative sostanziali. L’Istituto, suggerisce di finanziare la riduzione delle tariffe con entrate proprie del bilancio dei Comuni, derivanti per esempio da eventuali maggiori entrate riscosse a seguito dell’attività di contrasto dell’evasione (su Tari o su altre fonti di entrata), o da altre risorse proprie del Comune, come l’avanzo di amministrazione e altre disponibilità, anche straordinarie, dell’ente.

Noi aggiungiamo che altre risorse a sostegno dell’incentivo possano essere recuperate dalla rimodulazione del contratto con la società Ecolan. Infatti, anche se questa ha garantito il servizio in questi mesi, la chiusura di aziende ad attività ha determinato una notevole riduzione del lavoro e dei volumi, ed in forza della dichiarazione dello stato di emergenza effettuato dal governo il 31 gennaio 2020, le condizioni contrattuali possono essere riviste. In questo modo non dovrà essere l’ente a farsi carico del minor introito, ma neanche la società Ecolan, dato che ha effettuato un servizio a metà.

L’ente comunale può mettere a punto anche un’azione mirata alla riduzione, almeno per l’anno in corso, dell’Imu. Sappiamo bene che essendo un’imposta sulla proprietà non ha nulla a che fare con la chiusura forzata. La manovra però, deve avere la caratteristica dell’incentivo che da un lato ristora, in parte, i proprietari di immobili, e dall’altro si trasforma in riduzione dei canoni di locazione per gli affittuari. L’incentivo potrebbe essere coperto dalle somme stanziate per il mutuo deliberato per la costruzione del palazzetto dello sport, opera che, a nostro parere, andrebbe rinviata in attesa di nuove norme che definiscano il distanziamento sociale da adottare nelle strutture sportive.

Proponiamo poi all’amministrazione comunale di fare pressione presso la Regione per estendere la possibilità data, con l’ordinanza n. 46 del 23.04, agli esercizi di somministrazione di alimenti e di attività artigiane di vendere cibo da asporto e di consegnare i propri prodotti a domicilio, anche alle altre categorie merceologiche. Non ci sembra, infatti, che consegnare un paio di pantaloni o una maglia a domicilio o sulla porta del negozio, magari dopo averli scelti on line, presenti maggiore pericolosità di contagio rispetto al recapito di una pizza o di un vassoio di dolci.

Esortiamo infine la giunta ad anticipare la chiusura del centro storico al transito delle auto, magari in maniera parziale, ad esempio nei fine settimana, senza aspettare la stagione estiva. Questo per permettere a bar e ristoranti, appena potranno riaprire, di attrezzare lo spazio esterno e poter soddisfare, quindi, un maggior numero di clienti rispetto a quello ospitabile nella sola area interna.

Sono misure attuabili e concrete queste che, siamo consci, non risolvono la situazione, ma certamente possono aiutare l’economia guardiese a guardare al futuro con un pizzico di speranza in più.

Gianna Di Crescenzo e Maurizio Camiscia

MAURIZIO CAMISCIA

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