«E’ veramente sorprendente leggere quanto dichiarato dalla capogruppo Di Crescenzo in tema di ospedale. Forse finora abbiamo ascoltato un’altra persona oppure si tratta di equilibrismi o arrampicate sugli specchi dettate dal cambio di governo regionale. Finora lei e il suo gruppo hanno sempre rifiutato ogni ipotesi di riconversione dell’ospedale dichiarando in ogni occasione il loro pensiero a riguardo. Cito a solo titolo di esempio le sue dichiarazioni in occasione del Consiglio Comunale del 21/12/2010: “... Abbiamo due obiettivi diversi, noi vogliamo un ospedale per acuti con un Pronto Soccorso vero, voi volete un presidio territoriale di assistenza con qualcosa in più... RSA, RA..., quindi vediamo che i nostri obiettivi sono diversi.”. Forse la consigliera Di Crescenzo non sa che la “Casa della Salute” da lei proposta non è altro che il “Presidio Territoriale di Assistenza” potenziato che noi avevamo proposto nel 2010 e che lei e il suo gruppo avevano tanto disprezzato. In realtà, le strutture territoriali che nascono per lo più dalle riconversioni di ospedali, vengono chiamate con nomi diversi a seconda delle regioni in cui si trovano, per cui, ad esempio, la stessa struttura che in Abruzzo è denominata “Presidio Territoriale di Assistenza” si chiama in altre regioni “Casa della Salute”. Perciò, devo prendere nota che la consigliera Di Crescenzo ha cambiato radicalmente parere abbracciando il nostro e mi sento di darle il benvenuto tra coloro che guardano avanti e non fanno battaglie di retroguardia. Ma è evidente che la sua “conversione” è solo opportunismo politico ed è in realtà fortemente legata al cambio di governo regionale, che certamente intende procedere in ulteriore ridimensionamento della rete ospedaliera. Piuttosto, non è affatto chiaro a che titolo parli la consigliera Di Crescenzo, se a titolo personale, se a nome del suo gruppo consiliare di cui è ancora capogruppo, se a nome del suo partito, se come emissario della Giunta Regionale. Credo che in primis debba fare chiarezza nel suo gruppo, che non credo condivida la sua visione. Un gruppo che appare diviso e in confusione. Asserisce la consigliera che la ASL e la Regione sono pronti a dialogare e adombra il sospetto che noi non abbiamo la stessa disponibilità. Questo è veramente falso. In realtà, come la recente esperienza della REMS dimostra, noi abbiamo sempre cercato un dialogo che ci è stato sempre rifiutato. Abbiamo richiesto di incontrare il Commissario Presidente D’Alfonso, ma inutilmente, nonostante appuntamenti confermati, e siamo stati costretti a fare irruzione nel Consiglio Regionale per poter almeno approcciare un dialogo. Sappiamo però che il confronto sul nostro ospedale effettivamente esiste, ma senza il Sindaco e la sua Amministrazione. Ricordo che si sono tenuti incontri ai quali non è stato invitato il Sindaco ma sono stati invitati rappresentati del gruppo di opposizione in Consiglio Comunale. É evidente che si preferisce la via politica di parte alla via istituzionale e quensto è un fatto gravissimo.
In conclsione, io e la mia Amministrazione rinnoviamo la nostra disponibilità a dialogare sul tema della sanità a Guardiagrele, con tutti e senza alcun pregiudizio politico o di merito, nel solo interesse dei cittadini.>>

