Storie di chi ce la fa: Jacopo di Crescenzo: l’arte del digitale targata Guardiagrele

Jacopo di Crescenzo (Jacopsen) : VeeJay, Photographer, Mapping, Interactive Installations, Videomaker, 3D Mapper, A/V Performer, Web Master, Events Organizer, Designer

| di Silvia Garzarella
| Categoria: Personaggi
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Può sembrare il risultato di un confuso brainstorming sul concetto di “digitale”, ma questi sono i dati di una nuova storia di chi ce la fa, nuova perché diversa, nuova perché estremamente moderna, nuova perché è una storia di luci, suoni e immagini.
Esistono molti tipi di sensibilità; se sei sensibile ai cambiamenti, a quelli che annusi appena nell’aria, difficilmente rimarrai ancorato al passato, non puoi permetterti di essere abitudinario, per questo Jacopo inizia dalla musica , poi passa alla fotografia,  gira video, organizza eventi e fa il veejay.
E’ la sensibilità il filo sottile che cuce insieme tutte le tappe del suo percorso e che gli fa intuire che solo nella totalità delle singole esperienze può trovare la sua piena forma di espressione e di comunicazione.

 


L’ultimo approdo di questo processo  evolutivo verso il digitale è una forma d’arte inclusiva. Sonoro e visivo si fondono, si cerca di arrivare al pubblico con ogni mezzo, i sentimenti  te li vai a cercare, li proietti con un fascio di luci , è quello che vuole fare Jacopo.
La sua unione di musica e video ha successo e lo porta ad essere attivo in molti locali tra Abruzzo, Roma, Bologna, Milano e Londra dove ha recentemente collaborato con  In a Sleeping Mood, altra interessante realtà di radice abruzzese.
Accompagna le performance di artisti della scena musicale italiana come Bandabardò, Dente, Verdena, Andrea Fumagalli (Bluvertigo) e molti altri; è vincitore di LPM Rome 2012 VJ TORNA Championship, Elettrowave Challange 2012, Outlook VJ Contest (Bologna), 1st VGA for Breakfast.

 


Perfeziona così le ultime tecniche di ripresa e proiezione delle immagini, studia nuovi generi di video e realizza gli eventi “Monumental video art” e “Future  & Art “ con lo staff di  AELION PROJECT di cui è creatore e art director.
Con uno gruppo di geometri, fotografi, dj e videomaker guardiesi, utilizzando la tecnica dell’ Architectural 3D Mapping , che consiste nel proiettare video  tridimensionali e bidimensionali su strutture architettoniche, dà il via a quello che nasce come un progetto di riqualifica del territorio ma che porta a risultati insperati di pubblico e di gradimento.

 


Sceglie come sfondo di “Monumental video art” Piazza S.Francesco  a Guardiagrele.
Una parete, tre finestre per ogni piano, tre finestre ignorate dalla maggior parte dei passanti per due anni di seguito si sono animate.
Non  guardiamo mai abbastanza verso l’alto e ci stupiamo troppo poco delle quattro mura che ci circondano.

 


Il mapping anima la monotonia di quelle pareti, le distrugge e le ricostruisce a partire dalla natura e dai suoni che ci circondano, il pubblico vede crollare un edificio che in realtà ha solo dentro di se,  poi viene cullato con quei suoni che ha nascosto in qualche cassetto in fondo al cuore, il rumore dell’acqua,  il fruscio delle fronde di un albero, il vento, una voce; bambini e adulti incollano gli occhi verso lo spettacolo di immagini manovrate da un computer  che non fa altro che suggerire quello che può e deve essere il giusto modo di guardare la realtà. E’ quello che fa ogni opera d’arte : emoziona, fa riflettere, indica una via.

 


Puntare sulla novità può sembrare rischioso, ma far respirare un’ aria nuova al logorio di ogni giorno e bloccarlo per un attimo regalando un’emozione è sempre un rischio da correre.

 

Aelion Project -Monumental Video Art 2012-

Silvia Garzarella

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