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Andrea Bafile nella Difesa del Basso Piave

Approfondimento a cura di Nicola R. Di Cocco, tratto da "Guardiagrele e la sua valle", CAI sez. Guardiagrele,(2006)

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Premessa

Queste note storiche trovano motivazione principale nella volontà di colmare una lacuna molto diffusa riguardante il quadro militare nel quale avvenne il sacrificio di Andrea Bafile, eroe abruzzese per tanti versi noto sia in Abruzzo che gli diede i natali, sia in Veneto dove eroicamente morì. Si è voluto rivisitare quanto accaduto in quel breve periodo del Primo Conflitto Mondiale quando, nell’inverno tra il 1917 e il 1918, un teatro operativo molto limitato assunse importanza vitale per bloccare l’avanzata austro-ungarica dopo che le linee italiane avevano disastrosamente ceduto a Caporetto. La difesa sulla linea del Piave rappresentò la premessa per la pronta rivincita di solo pochi mesi dopo.

Il racconto dei fatti, collegato alla descrizione dei luoghi, può aiutare a capire l’importanza di quanto fecero quei pochi uomini in un ambiente difficile e il perché da subito quanto accaduto suscitò così vasta risonanza da lasciare tracce significative ancora oggi chiaramente identificabili nei luoghi di svolgimento. Ragione non ultima è stata poi quella di soddisfare una curiosità legata a una domanda, forse banale, ma ricorrente e intrigante: come mai Andrea Bafile, “montanaro” arruolatosi in Marina, trovò eroicamente la morte nel corso di azioni a terra?

Per quanto detto, si è preferito esporre solo una biografia essenziale precedente ai fatti e fermare il racconto al momento della partenza delle spoglie dell’eroe dal territorio veneto che aveva consacrato col suo sangue. Le successive fasi della traslazione fino alla tumulazione nella Sagra della Maiella a Bocca di Valle di Guardiagrele sono ampiamente descritte nelle cronache dell’epoca e in più recenti pubblicazioni monografiche. A complemento delle rievocazioni storiche, si è ritenuto opportuno inserire una descrizione delle tracce che Andrea Bafile ha lasciato nel Basso Piave dove i fatti narrati si svolsero, a beneficio dei tanti abruzzesi che, per comprensibili motivi, conoscono forse piuttosto bene solo la Sagra della Maiella e gli altri riconoscimenti che l’eroe ha ottenuto in varie parti della regione d’origine.

 

 

Note Biografiche

Andrea Bafile nacque il 7 di ottobre del 1878 a Monticchio di Bagno (L’Aquila).

Dopo aver terminato gli studi secondari, entrò nel settembre 1896 nella Regia Accademia Navale di Livorno da dove uscì nel 1899, con il grado di Guardiamarina, per imbarcarsi sulla corazzata Lepanto.Promosso Sottotenente di Vascello nel 1902 si imbarcò su diverse navi fino a quando, dopo la promozione a Tenente di Vascello del 1° ottobre del 1907, si imbarcò per due anni sull’ariete torpediniere Elba e quindi per un anno sulla nave da battaglia Vittorio Emanuele.Dall’esperienza maturata in questi incarichi ricavò un pregevole studio sui congegni di mira dell’artiglieria navale che gli permise di ricevere un pubblico encomio conferitogli dal Consiglio Superiore di Marina.Nel settembre del 1911 passò all’esploratore Quarto, in allestimento a Napoli. Il 23 aprile del 1913, mentre divampava un pericoloso incendio di nafta su questa unità, riuscì a raggiungere e ad azionare i dispositivi di allagamento per domare le fiamme prima che raggiungessero i sottostanti depositi di munizioni. Il salvataggio della nave gli comportò l’assegnazione di una Medaglia d’Argento al Valor Militare.

Nello stesso anno si imbarcò su siluranti di superficie, prima come ufficiale in 2a sull’Audace, poi come comandante della torpediniera di alto mare Ardea.Dopo aver lasciato il servizio per una grave malattia, venne assegnato per circa dieci mesi allo Stato Maggiore.Dal 4 al 18 agosto 1916 comandò uno dei treni armati a difesa della costa adriatica sottoposta a ripetuti attacchi del nemico dal mare.Su sua pressante richiesta ottenne di reimbarcarsi sulla torpediniera “Ardea” al cui comando rimase fino a compiere quasi un anno di imbarco di guerra dopo lo scoppio della Prima Guerra Mondiale. In questo periodo si segnalò per le ardite crociere in Adriatico. Mentre era sull’Ardea fu incaricato della rettifica delle bussole dei 14 apparecchi Caproni che eseguirono la memorabile spedizione aerea di bombardamento su Cattaro (4/5 ottobre 1917). Alla spedizione partecipò direttamente come osservatore in uno dei velivoli, mentre Gabriele d’Annunzio ricopriva lo stesso ruolo in uno degli altri aerei. In quest’azione che gli fece guadagnare la Medaglia di Bronzo al Valor Militare, per effetto del volo, riportò una grave lesione alla cornea dell’occhio sinistro. Per tale motivo fu costretto a sbarcare dalla sua torpediniera per un periodo di riposo, durante il quale, mentre era assegnato presso il Comando in Capo di Venezia avvenne la disastrosa rotta di Caporetto. Si era alla fine di ottobre del 1917.

 

 

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