Storie di chi ce la fa: MUTTERDOG

l’evoluzione di una band

| di Silvia Garzarella
| Categoria: Varie
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Si può fare l’errore di pensare che un’idea non possa trasformarsi in progetto, ma i sogni nel cassetto rischiano di inumidire, si buttano via o si decide di coltivarli; per farlo bisogna accompagnare l’ideazione allo studio, la possibilità di attuazione in esecuzione. Se sei un adolescente e hai un sogno non rappresenti nient’altro che un tipo, una media, ma se su quel sogno decidi di investire puoi connotare quella media di eccezionalità, puoi dare al tuo sogno un nome, scegliere per lui un’identità. Fondare una band è una media, investirci tempo, sforzi e affetti, compromettendoli fortemente, è l’eccezionalità. Se il nome del tuo progetto è MutterDog e con chitarra, voce, basso e batteria inizi a suonare a Gurdiagrele può finire che quell’eccezionalità venga etichettata; come se la realtà possa continuamente essere riportata a una categoria i MutterDog possono diventare semplicemente una band nata qualche anno fa che puoi ritrovare nei pub di qualche paese fuori zona, senza rendersi conto che le etichette sono totalmente esterne al contenuto. Bisogna dunque guardare e riconoscere la continua evoluzione di quei tre ragazzi che hanno rinnovato la loro composizione interna, che sono cresciuti con il loro progetto e che ora, all’uscita del nuovo singolo e del relativo video tratto dall’ep “Light up the World”, si presentano forti e consci della strada percorsa. Non più tre ma quattro, non più in una sala prove affacciata su quel che resta di un ospedale vecchio ma in una città grande come Milano, i MutterDog sono riusciti ad inserire il loro progetto in uno spazio di produzione artistica denso e variegato, ad integrarsi, a produrre e a trovare anche in questo riscontri positivi. Bisognerebbe fermarsi a riflettere sul percorso evolutivo di un progetto, sapersi ricredere delle proprie opinioni, rendersi conto che ci sono delle realtà esterne e che spesso ci si può sentire protagonisti indiscussi del proprio piccolo mondo paesano a tal punto da dimenticarsi che non è altro che una bolla di sapone. Essere consci dei meriti di chi è già uscito da tempo da questa realtà e che in un mondo ben più articolato e complesso riesce ad avere soddisfazioni è un gesto che dovrebbero compiere in molti; ascoltateli e provate a riconoscerli ora..

Silvia Garzarella

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