La Farchia di San Martino Sulla Marruccina

Torna il tradizionale appuntamento in onore di S. Antonio Abate

| di Marco Pantalone
| Categoria: Tradizioni
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Come ogni anno da almeno un secolo torna anche a San Martino la tradizione particolarissima della Farchia in onore di Sant'Antonio. La farchia(una grande pila di canne sapientemente annodata con tralci di salice) è tipica in Abruzzo della cittadina di Fara Filiorum Petri, dove probabilmente la tradizione venne "importata" da qualche famiglia molisana stabilitasi nella cittadina farese durante i movimenti migratori dal Molise all'Abruzzo caratteristici del XVIII-XIX secolo(in Molise, ad esempio nel comune di Oratino, vi sono infatti le "faglie", pire del tutto simili alle farchie e di origine più antica). Bisogna dire tuttavia che in nessuna altra cittadina, sia essa abruzzese o molisana, si raggiunge il livello delle Farchie di Fara Filiorum Petri, sia per numero, sia per coinvolgimento della comunità, sia per numero di visitatori: questa è senza dubbio la vera cittadina delle farchie! Da almeno un secolo la tradizione si è diffusa anche nella vicina San Martino sulla Marrucina(e quindi è entrata a pieno diritto nella tradizione martinese), portata probabilmente "in dote" da uno dei numerosi matrimoni avvenuti nei secoli tra le due comunità: la tradizione farese venne ben accolta dai martinesi che in essa vedevano un ulteriore tributo al culto di Sant'Antonio, santo veneratissimo nella cittadina martinese sin dalla sua fondazione e che nel territoio di San Martino aveva una chiesa già nel XIV secolo. Possiamo ben dire quindi che, nel corso di tantianni e generazioni, la farchia è diventata a pieno titolo anche una tradizione martinese, legata soprattutto a memorie familiari e di contrada. In particolare la tradizioni oggi viene tenuta viva dalle famiglie Dell'Arciprete Giovanni e De Ritis Rocco, le quali insieme a molti altri paesani hanno formato il locale "Gruppo farchia" in contrada San Silvestro. La farchia martinese verrà accesa lunedì 16 Gennaio a partire dalle 19,30 alle porte del paese, presso la chiesetta della Madonna del Suffragio, a simboleggiare l’apertura dei paesani a tutti coloro che vogliono condividere la gioia per l’uccisione del maiale, che nella civiltà contadina ha sempre rappresentato una fonte di ricchezza per tutte le famiglie(e Sant'Antonio è anche protettore degli animali domestici). Come tradizione sarà offerto un lauto banchetto a base di dolci tipici e prodotti della gastronomia locale a tutti coloro che interverranno all'accensione della pira ed ai festeggiamenti che si svolgeranno attorno ad essa.

Marco Pantalone

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