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Strada Maielletta da chiudere nell'ultimo tratto: "Scelta sconcertante"

Critico il consigliere regionale Mauro Febbo sull'ultima ordinanza della Provincia di Chieti

redazione
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“Restiamo esterrefatti di fronte alla nuova chiusura del tratto stradale provinciale che collega gli impianti sciistici della Maielletta fino al Rifugio Pomilio decisa dalla Provincia di Chieti. Una notizia sconcertante anche, e soprattutto, in virtù dei fondi messi a disposizione della Regione Abruzzo per gli interventi di messa in sicurezza. Ci aspettavamo quindi che la più importante attrazione turistica del comprensorio, grazie alla quale è possibile scoprire la bellezza della Maiella più vera, rimanesse aperta ma invece dobbiamo constatare che ancora una volta rimarrà chiusa". 

E' quanto sottolinea, in una nota, il consigliere regionale Mauro Febbo (capogruppo di Forza Italia) riferendosi alla recente ordinanza del presidente della Provincia di Chieti Francesco Menna con la quale si dispone la chiusura al traffico del tratto finale della Strada Provinciale 220 (in totale si tratta di 3,1 km di strada, compresi tra il km 15+800 al km 18+900, a partire dalle ore 16 di domenica 15 gennaio fino a nuove disposizioni).

Provvedimento inspiegabile - aggiunge Febbo - se pensiamo che, ad esempio, sulle Dolomiti in aree molto più insidiose dove esistono valichi come il Passo Rolle o Il Passo Sella questi problemi non esistono e le arterie viarie sono praticamente sempre transitabili a eccezione di pochi giorni a ridosso di particolari perturbazioni. Da noi invece si chiude e non si comprende il perché non si riesca a intervenire per risolvere le problematiche nonostante, lo ripeto, la Regione Abruzzo abbia fatto abbondantemente la sua parte, e stia investendo sul comprensorio risorse ingenti (23.000.000 €) per renderlo più attrattivo e fruibile nei vari periodi dell'anno. 

La decisione della Provincia va contro ogni logica e a questo punto vorremmo capirne la reale motivazione, non basta trincerarsi dietro un generico “per motivi di sicurezza”. I fondi stanziati erano dedicati proprio a risolverli e a mettere in sicurezza la strada, peraltro la Regione contribuisce, pur non avendone obbligo, con proprie risorse ai vari “piani neve” delle Province. Cosa è successo allora? Siamo allarmati per quanto sta succedendo e siamo di fronte a una decisione che si traduce in una mancanza di assunzione di responsabilità, indice di amministratori che evidentemente, nei fatti, non tengono al loro territorio”. 

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