Il SS. Immacolata torna a far parlare di sé e a sollevare polemiche tra i diversi schieramenti politici del paese. Dopo i vari ricorsi presentati al TAR Abruzzo è subito caccia ai meriti!
L'assessore alla Sanità Floriano Iezzi prova a sciogliere il nodo di questa diatriba ricordando gli obiettivi della protesta: «Non ci siamo iscritti al concorso per il ricorso più bello, le istanze nostra e del centrosinistra sull'ospedale si distinguono per sottigliezze tecnico-giuridiche anche se tutti siano in attesa delle udienze decisive fissate a gennaio da Tar dell'Aquila e consiglio di Stato».
«Il nostro ricorso è centrato sull'integrità del Pronto soccorso, fondamentale per i passaggi successivi della necessaria trasformazione del Santissima Immacolata, che si tratti di riconversione o permanenza della struttura-ospedale» puntualizza Iezzi.
Rincara la dose il sindaco Sandro Salvi, deciso a non accettare compromessi volti a intaccare l'attuale corpo ospedaliero: «nel nostro ospedale non tollereremo vuoti, anche temporanei di assistenza sanitaria. A ogni chiusura dovrà corrispondere un'apertura».
Sospesa a mezz'aria tra consensi e dissensi anche la questione «medicina del territorio», ossia l'assistenza slegata dalla rete ospedaliera.
Iezzi prova a chiarire le idee su questo cruciale tassello dicendo:«l'ospedale di comunità non è alternativo all'ospedale, era anzi una misura prevista già nel Piano sanitario regionale del centrosinistra datato 2008, una struttura gestita dai medici di famiglia per filtrare gli ingressi in ospedale e diminuire l'ospedalizzazione e quindi i ricoveri inappropriati».

