Siamo in una meravigliosa discarica

La nostra terra e la minaccia inquinamento

| di Dario Angelucci
| Categoria: Territorio
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Capita, a volte, di aver vicino un piccolo angolo di paradiso e non saperlo, o non accorgersene. E capita più spesso se si vive in Abruzzo: una regione virtuosa e verdissima, forte e gentile, struggente e dura allo sguardo, dove i suoi parchi sono l’ultimo baluardo contro una cementificazione sempre più dilagante e sfrenata; contro le trivellazioni petrolifere (si veda il caso “Ombrina”) che costantemente minacciano di abbattersi sul nostro territorio. L’Abruzzo ha compiuto una coraggiosa scelta ambientalista, che attualmente le attribuisce il primato di polmone verde d'Europa con il suo 30% di aree “protette”. Ed è al concetto di protezione e tutela che ho rivolto ultimamente la mia attenzione.

Il caso che voglio riportare è quello dell’Oasi di Serranella, riserva naturale istituita nel 1990 e incastonata fra i comuni di Casoli, Altino e Sant’Eusanio del Sangro.  La gestione è coordinata dai comuni, dal WWF e da diverse cooperative. È un ecosistema ricco di varietà animali e vegetali, punto di riferimento nella vallata del Sangro, ed è un bellissimo esempio di progettazione, tutela e ripristino ambientale. È un luogo speciale ma anche fragile, che ospita rarità botaniche e faunistiche non reperibili altrove. Caprioli, tassi, tartarughe, volpi e anche lupi, ma soprattutto esemplari di spettacolare avifauna: aironi bianchi, cicogne, falchi, gru e fenicotteri. Ora questa perla ambientale è minacciata dai soliti pericoli; dico “soliti” perché certe tematiche o situazioni hanno smesso di destare scandalo e la nostra attenzione. Ciò che minaccia il parco sono le discariche abusive, ma il problema fondamentale sono l’incuria, l’indifferenza e l’indolenza. Il caso dell’Oasi di Serranella non è certo un caso isolato, anzi, ho scelto di parlarne perché questo parco potrebbe essere qualsiasi altro parco in Abruzzo e in Italia.  Spesso, passeggiando, mi sono imbattuto in montagne di rifiuti di ogni sorta (da vecchi PC a gomme per autoveicoli), lungo i “percorsi-natura” o presso il corso del fiume (vedi foto). Spettacolo desolante. Spero questa denuncia smuova le nostre coscienze assopite, bisogna dar risonanza a questi aspetti e farli giungere alle autorità competenti. Questo è possibile solo attraverso una cultura dell’ambiente (del nostro ambiente), una sensibilizzazione al problema dell’inquinamento e del turismo naturalistico. Il nostro è un territorio continuamente minacciato, e la consapevolezza e la resistenza passano attraverso tutti noi. Siamo in una regione meravigliosa, siamo il parco d’Europa, non una discarica.

Dario Angelucci

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