La giornata di oggi verrà ricordata dalla nostra città come una data speciale. E' stata effettuata, infatti,la ricognizione canonica delle reliquie di San Nicola Greco.
Si tratta di un momento della massima ufficialità . Per l'occasione è stata costituita un'apposita commissione composta, oltre che dalPrevosto
di Santa Maria Maggiore e dal Sindaco di Guardiagrele, da tre delegati
dell' Arcivescovo di Chieti-Vasto, tre membri del Dipartimento
di medicina legale dell'università "G. d'Annunzio", membri del Comitato
Celebrazioni dell'Anno Nicolaiano e rappresentanti della
Prepositura di Santa Maria Maggiore.
L'ultima ricognizione fu effettuata da Mons. Rocco Cocchia nel 1890,
quando i resti mostrali di San Nicola Greco furono collocati nella
stuatua ligna che ancora oggi li contiene.
La ricognizione è un adempimento necessario al fine di garantire una
adeguata conservazione dei resti mortali del Compatrono di Guardiagrele
anche in vista della Peregrinatio che toccherà , dal prossimo mese di
marzo, numerosi centri della nostra Diocesi.
E' un atto ufficiale con il quale la Chiesa certifica la presenza a Guardiagrele del corpo di un Santo, al fine di incentivarne e promuoverne il culto. Le reliquie dei santi, da sempre venerate dalla Chiesa Cattolica, stanno a rappresentare tangibilmente l'incontro tra Dio e l'umanità dell'uomo dal quale nasce ogni storia di santità .
Esse non sono oggetti magici, ma testimoniano che la santità percorre vie umane. Raccontano, poi, di un bene che promana attraverso il corpo.
E' solo attraverso la dimensione della corporeità , difatti, che il bene diviene tangibile e l'amore si fa concreto.
Non si tratta, allora, né di sminuire né di idolatrare il corpo, ma
di riconoscere l'imprescindibile legame tra la dimensione carnale e
quella spirituale della persona, un legame che, se vissuto alla luce
del Vangelo, viene a profumare di santità .

