La pupa dei fichi secchi

Martedi Cibo: rubrica di gastronomia a cura di Gino Primavera

| di Gino Primavera
| Categoria: Gusto
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A Guardiagrele, il giorno di Santa Lucia, era usanza regalare alle  bambine le pupe e ai bimbi i cavalli, costruiti con i fichi secchi.

Li carracìni”, i fichi essiccati al sole, si infilzavano in piccole stecche ricavate dallo spacco ad arte delle canne, foggiate in modo da formare lo scheletro del dono; le pupe e i cavalli poi si vestivano con tessuti o carte colorate, si addobbavano con fiocchi,  le facce dipinte, a volte un po’ strane quasi da mettere paura o sorridenti nonostante li aspettasse il destino di essere mangiati.

Le bambine partecipavano anche alla costruzione dei giocattoli e  imparavano  il mestiere della creazione ; invece i maschietti, più privilegiati, avuto il regalo, dovevano solo disfarlo e  mangiarlo.

Il rispetto per il regalo ricevuto voleva però che pupe e cavalli non fossero mangiati subito, ma che si aspettasse qualche giorno per disfarli e l’attesa   aumentava il desiderio  e dilatava il tempo del gioco.

I giocattoli sono belli da costruire ma forse ancora di più da distruggere: la distruzione per questi incredibili giocattoli coincideva con un atto  di cannibalismo dolce, venivano non distrutti ma recepiti dalle papille gustative e trasformati in energia  in un ciclo di eterno rinnovo.

 

Gino Primavera

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