"Mangio la foglia ed carsa" il buon mangiare nel prossimo libro

Martedi Cibo: rubrica di gastronomia a cura di Gino Primavera

| di Gino Primavera
| Categoria: Gusto
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Dagli anni '60 in poi abbiamo abbandonato il modello alimentare tipico della cucina povera e tradizionale, per dare spazio a quegli alimenti ai quali si attribuisce un valore simbolico di "ricchezza" e il cui consumo è cresciuto notevolmente con l'aumento dei redditi.

Mi riferisco ovviamente alla carne e ai suoi derivati, ai latticini, ai grassi animali, agli alimenti raffinati che racchiudono in un piccolo volume un alto valore calorico. Stiamo però scoprendo sulla nostra pelle - e la scienza medica ce lo conferma- che questo modello alimentare "ricco" non è quello ideale per la nostra salute, anzi spesso è causa di tutte quelle malattie, come quelle cardio-vascolari, che vengono definite "da civilizzazione”.

La società dei consumi, da parte sua, è attenta ai segnali dei consumatori e alla loro richiesta di genuinità ed è capace di fagocitare e fare proprio anche ciò che non gli appartiene, usando tutte le abili tecniche pubblicitarie di manipolazione psicologica : per questo fa diventare tradizionale ciò che non lo è e ci propone tortellini prodotti industrialmente, ma con connotati simili a quelli preparati in casa, prodotti tipici fatti in serie, dolcetti della nonna con ingredienti come la lecitina di soia transgenetica, il tutto presentato tra prati verdi, ruscelli e visioni idilliache della natura.

Al tutto aggiungono aromi sintetici che ci stordiscono e ci confondono, creando una fidelizzazione verso aromi che imitano la natura ma sono prodotti di sintesi: uno per tutti il bismetiltiometano o aroma di tartufo che si ricava dal metano e  impesta la gran parte delle salse e degli oli tartufati.

Oggi da più parti nasce l’esigenza di mangiare sano, di cambiare il nostro modello alimentare verso il cibo che faccia bene, che contenga sostanze come antiossidanti, omega 3, fibra, vitamine che spesso troviamo nella cucina antica e nei prodotti tradizionali.

Pane Cotto

Piatto povero della cucina tipica tradizionale nato dalla necessità di utilizzare il pane raffermo; è diffuso in numerose varianti in tutto il centro sud italiano, con presenza quasi ovunque del pecorino che fa pensare ad una origine pastorale della pietanza.

La ricetta classica abruzzese è con uova, pecorino e profumo di alloro. Quella più tipicamente pastorale prevede l’uso del siero residuo della lavorazione del formaggio. Degustare questo piatto, ormai quasi estinto, significa anche non dimenticare la nostra storia e la nostra cultura materiale.

Giovedì 5 marzo presso la libreria della Ipercoop di San Giovanni  Teatino, in occasione della presentazione del libro “La cucina della Maiella” ed Orme Tarka, autori Gino Primavera e Lucio Biancatelli, alle ore 17,30, lo chef Santino Strizzi preparerà il suo Pane cotto e lo farà degustare ai gentili ospiti. 

Gino Primavera

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