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CENTROSINISTRA: "L'OBIETTIVO FONDAMENTALE RIMANE SALVARE L'OSPEDALE DAL PIANO CHIODI-BARALDI"

Dal Pozzo fà riferimento alla discussione del ricorso che si terrà domani al Tar

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Dum Romae consulitur, Saguntum expugnatur. Vien proprio da pensare a Tito Livio leggendo gli eventi degli ultimi giorni: discussioni inutili che si consumano davanti al quadro di un ospedale che, sebbene formalmente vivo, pare prossimo al collasso perchè chi doveva non ha mai ottemperato all'ordine della magistratura amministrativa che imponeva atteggiamenti diversi. E così, mentre ci si attarda a fare la gara al ricorso più bello, sfugge l'obiettivo fondamentale che è e rimane quello di salvare l'ospedale dallo scellerato piano Chiodi-Baraldi. Mentre ci si attarda a sminuire il risultato da noi ottenuto al Consiglio di Stato con una ordinanza che oggi è un pilastro per chiunque voglia difendere i piccoli ospedali in tutte le regioni commissariate, il SS. Immacolata è vive una lenta agonia. Mentre accadeva e accade tutto questo, non solo abbiamo pensato a contrastare la corazzata ASL-Regione-Commissario che ha spiegato le sue forze contro i nostri atti, ma abbiamo costantemente vigilato - pur non potendo decidere nulla perchè questo è onere di chi governa - sullo stato di crisi in cui il nostro ospedale, nel disinteresse delle Autorità, versa. La Radiologia, infatti, è al collasso e dal 1° aprile perderà un altro medico, delle chirurghe dirottate ad Ortona non c'è più nessuna traccia, l'ospedale di Comunità gestito dai medici di base pare cosa fatta, le stanze dei reparti sono già oggetto di contesa tra chi pensa di avere già tutto in mano, si impartiscono da tre mesi ordini verbali come se il Consiglio di Stato non avesse detto nulla, si dà per scontato che da giovedì l'ospedale sarà chiuso. Basta dire che nel sondaggio sul gradimento degli ospedali pubblicato il 21 marzo sul sito della ASL, Guardiagrele neanche compare. A ciò si aggiunga che dopo i nostri continui allarmi sul problema del precariato da stabilizzare, solo ora la direzione della ASL denuncia il rischio per l'assistenza a causa della carenza di personale senza avere fatto nulla per risolvere in tempo il problema. Di tutto questo l'Amministrazione cosa pensa? Questo ci interesserebbe sapere! A leggere i suoi comunicati si coglie una contraddizione: prima si dice che anche in caso di accoglimento del ricorso non si potrà cambiare il corso del riordino della sanità - e così si accontenta Chiodi - e poi si difende l'ospedale - cercando di accontentare il popolo. Cosa accadrà domani non è facilmente prevedibile, soprattutto se il TAR seguirà le difese di ASL e Regione che hanno bombardato l'iniziativa di liberi cittadini (i cinque consiglieri di opposizione e gli esponenti del Tribunale del Malato) con eccezioni pretestuose fino al punto di mettere in dubbio la nostra legittimazione. Siamo convinti, però, che con il risultato ottenuto a dicembre a Roma abbiamo modificato il corso di una storia che sembrava tracciata dando speranza a Guardiagrele e a tutti quelli che hanno a cuore la sorte delle zone interne della nostra Regione. Non c'è dubbio che, se il TAR dovesse darci torto, non esiteremo a tornare al Consiglio di Stato che dovrà dire l'ultima parola.
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