OSPEDALE DI GUARDIAGRELE: PROPOSTE INASCOLTATE DA REGIONE E ASL

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Dall'inizio della pandemia ignorate le richieste della città.

"Per Guardiagrele e i piccoli ospedali ripristinare posti letto per medie e basse complessità", lo sostengono gli esperti Emanuele Felice e Antonino Aiello

Guardiagrele, 12 giugno 2020 - Riconvertire il presidio di Guardiagrele quale ospedale no Covid per patologie mediche e geriatriche di media e bassa complessità. Questa la proposta partita da Guardiagrele dallo scorso marzo e rimasta priva di considerazione e riscontro da parte della Regione e della ASL.
“Non vorrei – *dice il sindaco Simone Dal Pozzo* – che fossero ancora valide le parole del Direttore Generale della ASL Schael e dell’assessore Regionale alla Sanità Verì che, nell'incontro che si tenne in ospedale alla vigilia del lockdown, parlarono di dimissioni in caso di riattivazione di Guardiagrele e di mancanza di fabbisogno di posti letto nella nostra area.
Abbiamo persino tradotto la nostra proposta in un disegno di legge che ha raccolto il sostegno di circa 50 sindaci dell'intera Regione, ma non abbiamo avuto ascolto. Mentre i servizi continuavano a ridursi per via dell'emergenza, le prenotazioni si annullavano e ancora oggi non si riesce a tornare ad un regime di normalità".
Basta dire che il laboratorio analisi può lavorare solo in regime di urgenza, con la conseguenza che i medici di famiglia non possono prescrivere esami ordinari, come il colesterolo, e i cittadini sono costretti a rivolgersi solo al privato. Questo è il segno che le cose non funzionano e che neanche la decantata assistenza territoriale decolla.
Quello che sosteniamo da anni è, ormai, patrimonio condiviso e ne abbiamo discusso pubblicamente nei giorni scorsi con esperti di rilevanza nazionale, che hanno confermato la necessità di un'inversione di rottan nella gestione delle politiche sanitarie locali.
L’economista *Emanuele Felice* sostiene che questa pandemia ha dimostrato che l'economia può cedere di fronte al riconoscimento dei diritti fondamentali e, in modo particolare, di fronte al diritto alla salute evidenziando come le nazioni che più hanno investito sulla sanità pubblica decentrata e articolata sul territorio, hanno risposto bene all’emergenza.
E’ il caso della Germania che, ad esempio, ha 8 posti letto per 1000 abitanti a fronte dei poco più di 3 dell'Italia, effetto dei tagli degli ultimi anni che anche noi abbiamo subito.
ll dott. *Antonino Aiello* - medico pediatra che ha partecipato alla stesura dei manuali di accreditamento per la regione Abruzzo quale esperto di programmazione - ci ha confermato che è necessario pensare ad istituire presidi per patologie non complesse nell'ambito di un sistema che lavori per intensità di cura e lasci agli ospedali maggiori le terapie intensive e le sub intensive oltre che le alte complessità.
"Questo è il momento in cui, visti gli importanti investimenti, si deve ripensare tutto il sistema superando anche il decreto Lorenzin che tanti problemi ci ha causato in questi anni.
Alla Regione - chiosa il Sindaco - vorrei dire che i piani e i programmi in discussione devono essere inquadrati nell'ambito di tutto ciò che è accaduto e che apre sicuramente scenari che noi neanche immaginavamo fino a tre mesi fa.
Se ci lasciamo sfuggire questa occasione, sarà certificata una totale incapacità di progettare e di programmare in un momento nel quale abbiamo enormi risorse a disposizione"

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