“E io pago!!!”. Atto Secondo: Guardiagrele al centro non ci sta

"Il mistero della moltiplicazione degli anni"

| Categoria: Comunicati Stampa
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A Guardiagrele c’è chi cerca fantasmi ma non ha ancora tolto gli scheletri dall’armadio. Come “Guardiagrele al Centro” nella precedente puntata di questa rubrica ci siamo occupati, ricorderete, dello Chalet della Villa Comunale e del concessionario riscossione pubblicità, argomenti rimasti purtroppo senza alcuna risposta.
Poiché c'eravamo impegnati a dare uno sguardo a tutti i contratti di concessione attivi tra l’Amministrazione del nostro Comune e i privati concessionari, in questa occasione abbiamo cercato di capire qualche cosa riguardo al contratto di gestione della Piscina comunale.
Ci interessa capire il perché della proroga fino ad anni 15 del contratto della piscina che doveva scadere dopo 5 anni, e della scomparsa dei canoni, divorati dai lavori eseguiti dal concessionario.

PISCINA COMUNALE
1. Il Contratto di concessione della piscina comunale è stato stipulato nel 98, per una durata di 5 anni;
2. Nel 2000, la scadenza contrattuale è stata portata poi al 2008, prevedendo spese per lavori di adeguamento igienico-sanitario a compensazione dei canoni;
3. A fronte di adeguamenti sanitari obbligatori, corse l’obbligo per il Comune di effettuare nuovi lavori per un importo pari a  circa €160Mila. A fronte della disponibilità del Concessionario a realizzare i predetti lavori, il Comune s'impegnava a concedere:
Una ulteriore proroga del contratto di altri 5 anni (dal 2008 al 2013);
La sospensione del canone concessorio dal 2003 al 2013 di € 15.493,71 a stagione, che la ditta A.S. Maiella Nuoto avrebbe dovuto versare al Comune di Guardiagrele;
La sospensione della contribuzione annua dal 2003 al 2013 di € 10.329,14, che il Comune avrebbe dovuto versare alla ditta A.S. Maiella Nuoto;
La corresponsione da parte del Comune di un contributo di € 77.468,54, in favore della A.S. Maiella Nuoto.

Sembra risultare che il concessionario, per l’esecuzione dei lavori di straordinaria manutenzione, abbia provveduto in proprio a nominare un tecnico di sua fiducia e a curare anche l’affidamento e l’esecuzione dei lavori. Tutti compiti, questi, di competenza esclusiva del Comune, proprietario del bene, poiché lavori di straordinaria manutenzione. Corrisponde al vero?
Qualsiasi cittadino di buon senso, date le premesse, potrebbe obiettare quanto segue:
1) E’ lecito triplicare la durata di un contratto di concessione così importante? I diritti degli altri partecipanti alla gara non sono stati lesi? Chi avrebbe voluto partecipare al nuovo bando, da effettuarsi nel lontano 2003, non ha subito un danno ingiusto visto che ad oggi, 10 anni dopo, la gara non viene ancora bandita?
2) L’operatore economico ha avuto l’opportunità di lavorare per 15 anni, invece dei 5 previsti nell’iniziale contratto e nel bando di gara, mettendo al riparo i suoi profitti dall’eventuale concorrenza. E’ giusto?
3) E’ lecito stravolgere totalmente, com'è stato fatto da parte del comune, il contratto di concessione iniziale?
4) Non sarebbe stato più opportuno concludere il contratto ed esperire una nuova gara, in condizioni di assoluta trasparenza e parità di trattamento dei vari operatori?
5) Dato che dovevano eseguirsi lavori di straordinaria manutenzione, perché il Comune, quale Ente proprietario, non ha provveduto a nominare il suo tecnico di fiducia (progettista e direttore dei lavori), ovvero non ha fatto eseguire il computo di stima dall’ufficio tecnico comunale?
6) Con quali criteri è stata scelta l’Impresa appaltatrice dei lavori di messa a norma della piscina, lavori di importo rilevante? E’ stata rispettata la norma sui lavori pubblici?
Quanto sopra è un primo resoconto dei dubbi che ci sorgono sull’argomento. Non riteniamo, in ogni caso, una soluzione di garanzia, la prassi adottata dalla passata Amministrazione per la Piscina Comunale, di lasciare in essere un contratto stravolgendone le clausole sottoscritte, ovvero arrogandosi ciascuna parte la libertà di fare la qualsivoglia (come se il contratto non esistesse).
I cittadini Guardiesi chiedono:
1) Perché le passate amministrazioni hanno stravolto la durata del contratto dal 2000?
2) Perché il gestore sembra avere più forza contrattuale dell’ente appaltante tanto da ottenere le più svariate modifiche del bando iniziale? Perché il mancato versamento dei canoni?
3) Perché l’attuale amministrazione ha prolungato il bando in essere che terminava a Marzo, e quello nuovo dov’è? Continueremo con questa gestione fino al 2023? E gli imprenditori Guardiesi quando potranno rientrare in gioco visto che da anni sono tagliati fuori da questa opportunità senza poter neanche formulare alcun tipo di offerta?

 

Guardiagrele al Centro - addetto stampa

 

 


 
 

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