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Philippe Daverio ospite a Guardiagrele spiegherà l'Incoronazione e i segreti dell'arte di Nicola

Dopo la collocazione, voluta dall'Ente Mostra, della pregiata scultura nella lunetta di Santa Maria Maggiore, un convegno organizzato per dicembre da Pietro Rosica, imprenditore e vice presidente dell'Emaaa

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Ora campeggia nella lunetta del Duomo, da opera d'arte degna del recupero che era dovere, anzi "dovizia", restituire alla vista di guardiesi e forestieri. Le linee morbide con accenni di slancio tipico del gotico rivivono nella copia integrale dell'Incoronazione di Maria attribuita a Nicola da Guardiagrele, padre legittimo dell'arte abruzzese e stella del firmamento italiano della figurazione nel periodo che in Europa preparò il Rinascimento.

Un'operazione articolata, quella lanciata nel 2010 dall'Ente Mostra dell'Artigianato Artistico Abruzzese. Subito appoggiata dalla prepositura di Santa Maria Maggiore e dal Comune, quindi approvata nel progetto dalla Soprintendenza ai Beni storici, artistici e etno-antropologici (Bsae) d'Abruzzo, è stata abbracciata nella fase operativa da Pietro Rosica, che da imprenditore dell'automotive e vice presidente dell'Emaaa ha commissionato il duplicato del gruppo scultoreo con le tecnologie d'avanguardia di casa nel gruppo Cometa, marchio del qualificato indotto Honda in Italia.

Forme e proporzioni delle sculture originali, da tempo custodite nel Museo del Duomo per essere sottratte al deterioramento degli agenti atmosferici, sono stati rilevati con tecnica fotografica integrata nel calcolo al computer, che ha restituito i parametri per l'incisione degli stampi con macchine a controllo numerico. Stampi in cui è stato colato bronzo per ottenere riproduzioni poi verniciate nella tonalità chiara della pietra originale.

La consacrazione dell'iniziativa partita dall'Emaaa è in calendario al 16 dicembre, quando il critico d'arte e giornalista Philippe Daverio (Passepartout e ora Il capitale, su Rai 3) sarà ospite d'onore a un convegno che celebrerà la Guardiagrele dell'arte, a partire da quella sacra che ha scandito gran parte della storia millenaria del borgo degli artigiani-artisti ai piedi della Maiella. «Philippe è un amico», spiega Rosica, organizzatore dell'evento culturale più atteso dell'autunno, «e ha accettato il nostro invito con un entusiasmo che dovrebbe farci riflettere sull'importanza della nostra città nel panorama dell'arte italiana».

Alle illuminazioni che Daverio porgerà all'uditorio a metà dicembre, Rosica affianca dei flash personali che spiegano il suo coinvolgimento nel progetto-Incoronazione. «Fin da ragazzo ero attratto», racconta, «da quel gruppo racchiuso alla sommità del portale. Ma poi la sua scomparsa dal luogo per il quale era stato concepito mi lasciò con un vuoto che dalla vista si trasferì nel profondo dell'anima. Oggi», osserva, «mi piace leggere come una specie di segno del destino il mio ruolo nel ritorno dell'opera al suo luogo deputato, sebbene sotto forma di copia fedele dell'originale di Nicola, del quale ha ereditato anche il grado di consunzione con cui il gruppo è giunto ai giorni nostri».

Con Daverio sarà a dicembre Gianfranco Gorgoni, fotografo di arte contemporanea -frequentò negli Usa lo studio di Andy Warhol, fra gli altri- e tra i massimi maestri al mondo dell'"arte della luce". «Un'amicizia di vecchia data», spiega Rosica, «che ho coinvolto nel progetto e che si è lasciato coinvolgere a sua volta per passarmi spunti di valore inestimabile».   
 

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