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Il Sindaco Salvi risponde all'allarmismo generato sul presunto sfratto delle associazioni ospitate nella struttura del vecchio ospedale

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Come prima cosa vorremmo rassicurare tutte le Associazioni ospitate nella struttura del vecchio ospedale che non corrono il minimo pericolo di essere messe alla porta. E tanto meno in seguito, aggiungo. L'allarmismo che ad orologeria viene esercitato è solo frutto di superficiali ed irriflessive valutazioni dei fatti, valutazioni ancora più perniciose se a farle è chi ha avuto un ruolo nelle precedenti Amministrazioni. Oltre, naturalmente alla scontata contestazione dell'istanza di riconsegna dei locali, in forza anche del loro utilizzo a scopo sociale, l'Amministrazione ha voluto riesaminare tutti i passaggi legislativi che abbiano a che fare con la strutture del vecchio ospedale, a cominciare dalla legge 833 del 1978,anno di costituzione della USL, nonché dell'area classificata di uso civico su cui grava la struttura e per la quale area è già in itinere alla Regione una richiesta di acquisizione di detta area al patrimonio comunale. Attendiamo con estrema fiducia l'acquisizione di ulteriore documentazione per poter arrivare ad una corretta valutazione legale della situazione. Riteniamo, per quanto visto finora, che nulla cambierà nel breve periodo. Anche se, soprattutto a chi oggi agita il vessillo dello “sfratto alle associazioni”, dovrebbe essere noto che nel contratto di comodato d'uso gratuito tra ASL e Comune dei locali del vecchio ospedale nell'articolo 5 si esplicita chiaramente che la ASL può richiedere la restituzione del bene con raccomandata con un mese di anticipo rispetto alla data fissata per la riconsegna e che tale norma è richiamata nei contratti con le Associazioni e per ultimo con la Caritas con delibere del 2009 e 2010 della Giunta Comunale. Vorrei chiedere al Consigliere Dal Pozzo se quando ha approvato quelle delibere non si è posto il problema? Resta il fatto che ancora una volta la ASL prende importanti iniziative unilateralmente, dimostrando ancora una volta di non conoscere il territorio e le sue peculiarità. Qualora la ASL dovesse insistere si aprirebbe un contenzioso legale di non facile soluzione e di imprevedibile durata, lasciando in ulteriore degrado quell'area che l'Amministrazione, invece, intende recuperare. Sarebbe auspicabile affrontare e risolvere il problema con la salvaguardia dei diritti di tutti.
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