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IL DRUG TEST A DUE PASSI DAL PARLAMENTO

La realtà senza alterazioni

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Non solo camionisti, autisti, piloti, medici ma, presto anche tutti coloro che hanno un impiego pubblico, dagli insegnanti ai parlamentari, potranno essere chiamati a sottoporsi al test antidroga. Ormai è accertato che chi si droga, oltre a distruggere se stesso, provoca danni sociali, dalla mortalità per incidenti stradali fino a casi di liberi professionisti come avvocati, medici, che distruggono i loro clienti i quali, inconsapevolmente, vi si affidano. Ad un certo punto si cede, si crolla. Tutti coloro che hanno un ruolo importante nella vita pubblica devono dimostrare che possono rapportarsi con la realtà senza l’alterazione del proprio stato di coscienza causato dalle droghe. È l’obiettivo del Dipartimento delle politiche antidroghe e del sottosegretario Carlo Giovanardi: «È tra le nostre intenzioni estendere il principio della certificazione che attesti il non uso di droghe a tutti coloro che hanno responsabilità a livello politico, sociale e pubblico». I controlli partiti per camionisti, autisti e piloti, nel settore delle “attività a rischio”, per le quali già dal 2007 sono previsti dei drug test per i lavoratori, potrebbero essere presto estesi: «Per medici, infermieri e ostetriche la decisione e il provvedimento del dipartimento c’è e sarà sottoposto alla conferenza Stato-Regioni e stiamo pensando di estendere il test anche agli insegnanti, insomma a tutti i dipendenti pubblici, fino ai parlamentari», aggiunge Giovanardi. Il drug test è stato già portato “clandestinamente” in Parlamento dalle Iene, che hanno esaminato campioni di urine nei bagni, rilevando alte percentuali di consumo. Un onorevole su tre fa uso di stupefacenti, prevalentemente cannabis, ma anche cocaina. Questo il dato: il 32% degli 'intervistati' è risultato positivo: di questo il 24% (12 persone) alla cannabis, e l'8% (4 persone) alla cocaina.
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