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Criptovalute: cosa cambia con il registro degli operatori?

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Una delle novità, introdotte con l'ultima Legge di Bilancio nel settore delle criptovalute, riguarda il registro degli operatori: si tratta, nello specifico, di un elenco in cui dovranno iscriversi i soggetti che intendano, al pari dei cambiavalute, erogare servizi inerenti l'uso di valuta virtuale o portafogli digitali, sia attraverso la presenza fisica sul territorio sia attraverso i canali online. La norma, che fra le altre cose si pone l'obiettivo di limitare e arginare il fenomeno del riciclaggio, ha una deadline fissata per il 18 Maggio 2022: a decorrere da quella data gli operatori in criptovalute avranno a disposizione 60 giorni di tempo, per comunicare ai fini della registrazione i propri dati identificativi all'Organo preposto. È bene precisare che l'operatività richiesta ai soggetti aderenti al registro non è un mero esercizio burocratico, in quanto, in caso di inadempienza degli obblighi prescritti, l'attività delle società sarà considerata abusiva, con tutte le conseguenze del caso.

I risparmiatori che allocano una parte del proprio capitale in criptovalute sono interessati, più che all'emersione e alla classificazione dei propri dati, all'eventualità che questa nuova normativa possa in qualche modo avere delle ripercussioni sulla diffusione dell'utilizzo di token nella vita di tutti i giorni e, conseguentemente, sulla valorizzazione di mercato degli asset stessi. Ma, secondo gli addetti ai lavori, trattandosi almeno per ora di una direttiva circoscritta ad un'area geografica limitata, non dovrebbe avere effetti sotto questo aspetto. Proprio per questo motivo, la strada giusta per capire quale siano le migliori criptovalute su cui investire con obiettivi temporali di lungo periodo, rimane l'attenta analisi e la valutazione del singolo progetto collegato alla criptocurrency.

Progetti crypto del momento

Guardando a ciò che ha da offrire attualmente il settore degli asset digitali, potrebbe risultare utile approfondire alcune tecnologie che destano parecchio interesse fra gli investitori. Filecoin fra queste merita di sicuro un focus particolare: la sua blockchain, lanciata nel 2015 da Protocol Labs e dall'informatico Juan Benet, rappresenta un protocollo estremamente innovativo che implementa le funzionalità di storage in modo del tutto differente dai tradizionali servizi di cloud; la gestione decentralizzata dei dati attraverso una rete peer to peer permette di avere infatti un maggior grado di sicurezza e una velocità superiore nell'esecuzione delle operazioni.

Un altro progetto molto apprezzato dagli investitori è rappresentato da Chainlink: si tratta di una tecnologia con ampi margini di crescita per il futuro, poiché si pone come anello di congiunzione tra la blockchain e il mondo reale. Il protocollo in questione è un network decentralizzato di nodi, i quali hanno il compito di verificare e fornire i dati provenienti dall'esterno della catena a blocchi, per l'esecuzione degli smart contract. Difatti l'innovazione presentata da Chainlink è racchiusa nel delicato compito di autenticare tutto ciò che è necessario, proveniente dal mondo reale, per la formalizzazione di un contratto intelligente.

Anche la nicchia del Metaverso, nell'ecosistema delle criptovalute, sta creando parecchio hype tra addetti ai lavori e non: si tratta di una nuova tecnologia che interessa anche i brand di lusso: vendere i propri prodotti attraverso questa realtà virtuale è considerato un nuovo modo di fare business. Infatti, nel Metaverso gli utenti possono interagire e monetizzare i contenuti; in quest'ambito uno dei nomi del momento è Decentraland, una piattaforma che supporta un mondo intangibile al cui interno è consentito esplorare terre -le cosiddette Land- e creare oggetti di gioco che insieme ad esse possono essere vendute; gli scambi riguardanti tali elementi sono regolati in Mana, il token di riferimento del progetto.

Svizzera: il nuovo hub per le criptovalute

Per estrarre valore da tali temi di investimento, in Italia bisognerà rivolgersi ad exchange che da qui a qualche mese dovranno, come premesso, soddisfare particolari requisiti; di contro altri paesi puntano così forte sulle nuove tecnologie che, per attirare più utenza possibile, si propongono addirittura come hub per le stesse. 

È il caso della Svizzera, che con la città di Lugano sta portando avanti un progetto che punti a favorire l'adozione della blockchain per il pagamento di tributi e tasse

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