ANALISI di UN RISULTATO ELETTORALE

Guardiagrele per Tutti

| di MAURIZIO CAMISCIA
| Categoria: Attualità
STAMPA

Da più parti ci si chiede se la presenza di tre liste abbia davvero influito pesantemente e in modo incisivo sul risultato delle elezioni amministrative appena conclusesi.  A questo proposito si possono individuare due livelli d’analisi: quello, più immediato e “popolare”, che cerca a tutti i costi una giustificazione e trova anche il “colpevole” e quello che, libero da pregiudizi espone, a viso aperto, motivazioni riconducibili ad un modus operandi della passata amministrazione giudicato inadeguato da una larga fetta di concittadini.

In generale non è difficile rendersi conto che la società in cui ci ritroviamo a vivere sia ormai infarcita di contrapposizioni nette: dominano in ogni campo polarità opposte, sempre più spesso in conflitto spietato tra loro, che sfociano in scontri tanto aspri da precludere ogni possibile tentativo di ascolto, mediazione e di efficace confronto dialettico. Le capacità analitiche, critiche e argomentative hanno ceduto il passo ad atteggiamenti egocentrici e sociocentrici che incorporano la realtà circostante in un delirio di onnipotenza, tipicamente infantile, e di autoreferenzialità. In quest’ ottica si è portati a vedere il mondo da una prospettiva ristretta e fuorviante, quella del gruppo cui si appartiene. Conseguenza inevitabile è agire usando lo strumento delle credenze/convinzioni (influenze etiche, regole e interessi) che accomunano gli appartenenti allo stesso gruppo. I politologi Axelrod e Hammond parlano, in questo senso, di una vera e propria sindrome, ben sfruttata dalla politica per la creazione e/o distruzione di capitale sociale, costituita da attitudini discriminatorie e comportamenti che considerano gli appartenenti al proprio gruppo superiori a coloro che non ne fanno parte. In definitiva è sempre più difficile riconoscere che “la propria verità è solo un’opinione che va sottoposta a verifica”.

A livello nazionale è imputabile, al connubio di cui sopra, la disfatta del PD renziano? In larga misura si direbbe di sì, così come è possibile individuare ripercussioni dello stesso tenore a livello locale. Il terreno sociale, in crisi da anni, era già fertile a causa dello scollamento in  atto tra società civile e classe politica e amministrativa, senza contare la crescente sfiducia nei confronti delle figure istituzionali in un clima sempre più verbalmente aggressivo e auto-celebrativo.

Se le liste presentate fossero state solo due, di centro-destra e di centro-sinistra, il risultato elettorale sarebbe stato lo stesso?

Durante la seduta per l’insediamento del primo Consiglio comunale della nuova Amministrazione, sono risuonate in piazza, le parole di Papa Francesco contenute nell’ Enciclica “Fratelli tutti:”:

 

“………si utilizza il meccanismo politico di esasperare, esacerbare e polarizzare……si nega ad altri il diritto di esistere e di pensare, e a tale scopo si ricorre alla strategia di ridicolizzarli, di insinuare sospetti su di loro, …….. Non si accoglie la loro parte di verità, i loro valori, e in questo modo la società si impoverisce e si riduce alla prepotenza del più forte.”

 

Ora, non solo in campagna elettorale ma anche e soprattutto nel post-elezioni si è assistito esattamente a quanto rilevato dal Pontefice e si è fatto in modo di diffondere, tra i cittadini, la visione più semplicistica e popolare, quella che avrebbe serpeggiato nelle piazze e nei vicoli e che si sarebbe radicata senza difficoltà perché la più banale e scontata: la sinistra si è divisa consegnando il comune alla destra!

Ma è davvero così? Perché semplici cittadini, sconosciuti ai più, hanno voluto mettersi in mezzo?  Qual’era la loro intenzione?

Se dobbiamo dare credito ai loro interventi pubblici l’intento è stato quello ispirato semplicemente dalla Costituzione italiana e da quel senso civico che ormai scarseggia nei più: ci si può mettere in gioco, si possono esporre le criticità riscontrate stando dall’altra parte e si possono proporre idee progettuali condivise. Idee risultate semplici (anche troppo!) e alternative per uno sviluppo socio-economico reale, all’insegna della sostenibilità e del rispetto dell’ambiente e della comunità. Per questi stessi cittadini, hanno un senso profondo le parole di Papa Francesco quando dice: “La politica così non è più una sana discussione su progetti a lungo termine per lo sviluppo di tutti e del bene comune, bensì solo ricette effimere di marketing che trovano nella distruzione dell’altro la risorsa più efficace. In questo gioco meschino delle squalificazioni, il dibattito viene manipolato per mantenerlo allo stato di controversia e di contrapposizioni”. Sono cittadini che avrebbero voluto che la politica tornasse ad essere una sana discussione su progetti a lungo termine per lo sviluppo di tutti e che il dibattito non fosse più manipolato da controversie e opposizioni e influenzato da comportamenti saccenti e dottorali, nonché da atteggiamenti in tipologia “Marchese del Grillo”.

Ma torniamo alla domanda: “Se le liste presentate fossero state solo due, come avvenne nel 2010, quando in competizione ci furono le stesse personalità strategiche di oggi e la coalizione di destra vinse le amministrative senza che nessuna voce si sollevasse per chiederne le motivazioni, il risultato elettorale di quest’anno sarebbe stato diverso?”

La risposta più ragionata e maggiormente rispondente alla realtà è quella che non tiene conto, come deve essere in questioni di scelte elettorali, delle somme matematiche assolute, pure e semplici. I fatti ci dicono che ci sono stati 589 cittadini, sicuramente simpatizzanti di sinistra, che non si sono riconosciuti, né si sono sentiti rappresentati, per tutti i motivi su esposti, nella e dall’amministrazione uscente alla quale, quindi, mai avrebbero accordato il loro consenso; avrebbero votato scheda bianca o non avrebbero votato affatto. Tuttavia hanno, diremmo coraggiosamente, esercitato il loro diritto, scegliendo una strada completamente nuova e piena di incognite.

Molti altri, sebbene di sinistra, non hanno ritenuto che la gestione della cosa pubblica da parte dello schieramento uscente fosse stata improntata davvero, nei cinque anni, al bene dell’intera comunità. Al contempo hanno ritenuto che i candidati della lista civica, mai cimentatisi in un impegno amministrativo, non avrebbero potuto essere all’altezza del ruolo cui sarebbero stati chiamati e che, quindi, non fosse il caso di accordare loro fiducia. Si è trattato del vecchio, caro adagio “Chi lascia la via vecchia per la nuova sa quello che lascia, non sa quello che trova”. In quest’ottica l’alternativa possibile è stata una sola, votare per l’unica lista rimasta, con candidati arcinoti, molto più competenti perché facenti capo, da anni, alla politica locale: un cambiamento di sicuro, ma su basi certe!

Il risultato elettorale di quest’anno sarebbe stato, sì, esattamente lo stesso, se non addirittura più netto! 

Guardiagrele per tutti

 

 

 

 

MAURIZIO CAMISCIA

Contatti

redazione@guardiagreleweb.net
mob. 329.8582692
Accedi Invia articolo Registrati
Cittanet
Questo sito utilizza cookies sia tecnici che e di terze parti. Continuando la navigazione acconsenti al loro utilizzo - Informativa completa - OK