La parsimonia

Cibo: rubrica di gastronomia a cura di Gino Primavera

| di Gino Primavera
| Categoria: Attualità
STAMPA
printpreview

Secondo il Devoto-Oli  la parsimonia è il  “SENSO DI FRUGALITA’, PRINCIPIO PER CUI OGNI FENOMENO NATURALE SI REALIZZA SEMPRE CON IL MINIMO DISPENDIO SIA DI MATERIA SIA DI ATTIVITA’ “

Questo concetto lo possiamo applicare  al cibo, ai prodotti, alla gastronomia, intendendolo anche :

a)in termini materiali ed etici (spreco, risparmio energetico, rispetto del principio di Carlo Petrini  cibo buono-giusto-pulito)

b)come semplicità sia nell’ utilizzo di pochi ingredienti in un piatto, ma anche evitando il dispendio dell’attività umana con tecniche ed elaborazioni eccessivamente complicate

c) come riferimento culturale, storico, tradizionale, e nutraceutico (cibo che fa bene alla salute, che cura),  presente  nelle preparazioni culinarie.

LA PARSIMONIA FA PARTE DI UNA VISIONE DELLA VITA PIU’ AMPIA,  LEGATA ALLA CONSERVAZIONE DELL’AMBIENTE, ALLA PRESERVAZIONE DELLA VERITA’  DEL NOSTRO PATRIMONIO STORICO, CULTURALE E DELLE NOSTRE TRADIZIONI.

Un esempio culinario è un piatto nel quale eliminiamo lo spreco, utilizzando pane raffermo.

 

Pan cotto pastorale

 

Ingredienti per 2 persone:

 

2 cucchiai di olio evo fruttato

1/4 di cipolla

1 rametto di prezzemolo

1 foglia di alloro

4 fette di pane raffermo

4 cucchiai di ricotta di pecora

100 g di òrapi già cotti

1 manciata di pecorino grattugiato

Sale e pepe q.b.

 

Preparazione: Mettere in un tegame largo e non molto alto, preferibilmente di terracotta, mezzo litro di acqua con due cucchiai di olio d’oliva extravergine, un quarto di cipolla, un rametto di prezzemolo e una foglia d’alloro. Far cuocere il tutto a fiamma bassa per 15 minuti, aggiungere sale e pepe e quattro fette di pane raffermo. Lasciar assorbire gran parte del liquido lasciando sul fuoco ancora per 6-8 minuti. Aggiungere 4 cucchiai di ricotta di pecora e gli òrapi (spinaci selvatici) già bolliti e tagliuzzati grossolanamente. Infine spargere sul piatto abbondante pecorino grattugiato non stagionato, mescolare e lasciar insaporire per qualche minuto. Mangiare il piatto caldissimo in una serata invernale fredda e serena. In abbinamento è consigliato un vino novello o un vino bianco di buona struttura. I pastori usavano cuocere il pane nel siero che restava dalla lavorazione del latte. Nella versione contadina della ricetta si aggiungono uova strapazzate.

Gino Primavera

Contatti

redazione@guardiagreleweb.net
mob. 329.8582692
Accedi Invia articolo Registrati
Cittanet
Questo sito utilizza cookies sia tecnici che e di terze parti. Continuando la navigazione acconsenti al loro utilizzo - Informativa completa - OK