Confermato per domani, 3 Agosto, lo Sciopero degli "ombrelloni"

La protesta per dire No alle aste degli stabilimenti

| di Cinzia Di Millo
| Categoria: Attualità
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La protesta, decisa dai sindacati di categoria, Fiba-Confesercenti, Sib-Confcommercio, Cna, Balneatori, Assobalneari Italia-Confindustria è stata confermata insieme ad un pacchetto di iniziative che verranno attuate nel corso del mese di agosto su tutte le spiagge.
“I clienti degli stabilimenti - spiegano i sindacati - dovranno aspettare le 11 del mattino per potersi riparare dal solleone". Anche se saranno regolarmente garantiti i servizi di salvataggio.

In particolare, la protesta mira a dire no alle aste degli stabilimenti previste dall'Unione Europea a partire dal primo gennaio 2016  e alla contestatissima direttiva Bolkestein.
"Il 01 gennaio 2016, infatti - è l'appello dei sindacati ai balneari associati - l'intero sistema turistico costiero italiano, composto da oltre 30.000 piccole aziende balneari, sarà messo forzatamente in liquidazione, per via delle procedure di evidenza pubblica che scatteranno su tutta la penisola. In poche parole, tutti gli attuali stabilimenti balneari andranno all'asta. Insieme a loro sarà messo in liquidazione anche il complesso della nostra offerta turistica balneare, che rappresenta un unicum non riscontrabile nel panorama continentale e che ci è invidiato in tutto il mondo".
"E’ importante - prosegue l'appello - che il 3 agosto gli ombrelloni degli stabilimenti balneari di tutte le 646 località costiere restino chiusi, come espressione di protesta unitaria, finalizzata alla riapertura del tavolo di confronto tra Governo e sindacati delle imprese turistiche balneari italiane, interrotto nel momento stesso in cui è iniziato, il 23 febbraio scorso".

"La fine di un'epopea turistico-balneare tutta italiana. Si! Purtroppo, questo è quello che verosimilmente accadrà" secondo il Presidente del Consorzio Imprese Turistiche della Costa Teatina Generoso Leonzio, e continua: “Da qualche anno è partito il tormentone, e non solo estivo, della direttiva servizi che, con un colpo di spugna, mette in crisi un intero sistema economico-occupazionale, quello turistico-balneare. Per un Paese come il nostro che è una penisola e dove nei suoi due terzi si è creato un comparto d’offerta turistica d’eccellenza con delle caratteristiche uniche come la valorizzazione della territorialità, la fidelizzazione del turista, la familiarità nell’accoglienza, la conservazione ambientale, la tutela occupazionale e la salvaguardia della pubblica incolumità sulle spiagge, le conseguenze saranno, a dir poco, disastrose.
In nome del diritto di stabilimento e della libera concorrenza, peraltro principi già noti al nostro codice della navigazione, si vogliono 'liquefare' delle vere e proprie aziende realizzate nel rispetto dell’impianto normativo esistente, investendo i propri averi compresi i debiti; il proprio lavoro e quello di tutta la famiglia; le proprie energie, speranze ed aspettative, credendo, con cipiglio talvolta folle, che un lembo di arida sabbia potesse produrre qualcosa.Di certo, sino ad oggi - prosegue Leonzio - non è stato facile mandare avanti un’azienda districandosi in un groviglio di leggi e normative sempre più incalzanti ed ingarbugliate, ma la direttiva Bolkestein è stata, di sicuro, la goccia che ha fatto traboccare il vaso!Tutti gli operatori turistici balneari, le associazioni di categoria, le Regioni, le Provincie ed i Comuni hanno intentato una strenua difesa ed infaticabile azione di sostegno al turismo balneare, all’economia balneare, all’occupazione balneare e alla tutela territoriale locale demaniale.Numerosi sono stati gli ordini del giorno approvati all’unanimità da Regioni, Provincie e Comuni per chiedere al Governo di rinegoziare le condizioni con l’Unione Europea e per reistituire, così come garantito dai Ministri Moavero Milanesi e Gnudi il 23 febbraio scorso, il tavolo tecnico tra Stato-Regioni-Organizzazioni Sindacali. E zelanti sono sempre stati le Regioni, in persona dei delegati nazionali al demanio Marilyn Fusco e al turismo Mauro Di Dalmazio, le Provincie, nella persona del delegato nazionale al demanio Angelo Vaccarezza, i Comuni, con il delegato nazionale al demanio dell’ ANCI Luciano Monticelli e le Associazioni di categoria con i loro membri tecnici quando hanno preteso un 'vis à vis' con i Funzionari Europei a Bruxelles per avere risposte chiare e per rappresentare le reali ragioni dell’Italia.Ma il Governo è rimasto sordo e muto!Ora vedremo se sarà anche cieco, quando il 03 agosto ci sarà lo sciopero degli stabilimenti balneari e la conseguente astensione dal servizio su tutti i lidi attrezzati d’Italia!Contrariamente alle nostre abitudini e scusandoci, sin d’ora, per i disagi che causeremo alla clientela ed al turista in genere, faremo sciopero per un paio d’ore ed in questo forte gesto di protesta saranno al nostro fianco i Sindaci dei Comuni costieri da San Salvo ad Alba Adriatica che con la bandiera comunale e quella del salvamento a mezz'asta, simbolicamente ma con determinazione, si schiereranno a difesa del lavoro e dell’occupazione creata dall’impresa turistico-balneare italiana".

Cinzia Di Millo

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