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Chi di speranza vive disperato muore.

Valanga di raccomandazioni per Ikea

La Redazione
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Riportiamo integralmente un articolo scritto da www.abruzzo24ore.tv, che ha trattato un argomento caro a tanti ragazzi guardiesi che nei mesi scorsi hanno inviato il loro Curriculum alla nota azienda IKEA per la prossima apertura a San Giovanni Teatino. Aveva già sentito parlare dei dati: 30mila domande per soli 220 posti. Partita la scrematura dei CV, l'azienda svedese ha iniziato a ricevere pressioni da parte dei politici abruzzesi. Il testo riporta quanto segue: "In trentamila spedirono il curriculum a Ikea per un posto di lavoro nel nuovo punto vendita che l'azienda svedese aprirà a San Giovanni Teatino. Un vero e proprio assalto segno dei tempi: richieste di lavoro da tutto il Centro Sud Italia, una valanga di domande per 220 posti. L'azienda, che ha cominciato subito con una prima scrematura effettuata sui curricula, alla quale segue l’intervista telefonica propedeutica all'eventuale colloquio finale, ha da subito iniziato a ricevere pressioni da parte dei politici abruzzesi per far assumere questo e quell'altro. Una spintarella all'italiana tanto in voga, soprattutto in periodi elettorali come questo, che però non deve essere piaciuta ai vertici della catena svedese. Così i dirigenti Ikea, stufi delle pressioni ricevute, hanno preso carta e penna ed hanno scritto a quel politico che si era prodigato per piazzare i suoi, invitandolo a smetterla. A svelarlo è il segretario regionale dei Giovani Idv Giampiero Riccardo, che sul proprio profilo Facebook plaudendo all'inflessibilità dell'azienda, ha anche scritto: "La spintarella soffoca il merito". Ikea non è nuova a simili iniziative. Sembra infatti che appena si insediò l’attuale amministrazione a San Giovanni Teatino, l'azienda scrisse una lettera al sindaco chiedendo ufficialmente che il Comune non interferisse nella selezione del personale. E il direttore Ikea Italia, Alessandro Paglia, in Abruzzo a gennaio, assicurò che i colloqui sarebbero avvenuti fuori dall'Abruzzo proprio "per evitare possibili pressioni, raccomandazioni locali".
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