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L'Amministrazione Salvi ha scritto una lettera indirizzata a Giovanni Chiodi, Giovanna Baraldi e Francesco Zavattaro

OGGETTO: Adempimenti a seguito di sentenza T.A.R. Abruzzo L’Aquila n.263/2011.

redazione
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Il 20 Maggio 2011 l’amministrazione Salvi ha inviato una lettera al Commissario “ad acta” per la sanità della Regione Abruzzo, Giovanni Chiodi; al sub commissario della Sanità, Giovanna Baraldi e al Direttore Generale della ASL di Chieti, Francesco Zavattaro. Il contenuto della lettera è stato il seguente: “Questa Amministrazione, a seguito della sentenza del Tar Abruzzo del 23.3.2011, depositata il 17.5.2011, (salvo ogni diritto ed approfondimento nel merito), ritiene che l’Amministrazione Regionale debba dare immediata esecuzione alle decisioni del Giudice Amministrativo, in particolare: 1) evitando di dare esecuzione agli atti annullati; 2) adeguando le proprie determinazioni ai criteri ricavabili dalla detta decisione e dai motivi di ricorso che l’hanno ispirata; 3) riattivando la piena funzionalità delle unità operative esistenti, nell’Ospedale Maria Santissima Immacolata, prima del Piano Operativo 2010, ricollocando il personale nel frattempo, trasferito, dando piena attuazione alla Legge Regionale 2008 e ponendo fine ad una vecchia situazione ospedaliera e sanitaria inadeguata; 4) ponendo in essere decisioni che consentono un pronto e capillare servizio sul territorio ed i necessari distinti ruoli delle varie nuove strutture sanitarie che si andranno a realizzare; 5) ripristinando, integralmente, il ruolo partecipativo delle comunità locali e quello normativo del Consiglio Regionale. In definitiva negli atti difensivi del Comune è stato sinteticamente indicato come si sarebbero potuto adottare decisioni conformi alle vere esigenze delle popolazioni, alla qualità della struttura ospedaliera ed al pieno utilizzo della stessa, con risparmio economico e vantaggi funzionali per tutto il territorio. Il lavoro, già fatto in sede Regionale prima, e, Commissariale poi, può offrire un adeguato punto di partenza da proporre ed elaborare, tempestivamente, sottoponendolo al vaglio del Consiglio Regionale, degli Enti locali e della partecipazione popolare, mettendo in positivo l’ampio dibattito che si è svolto in sede giudiziaria”.
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