GRANDE SUCCESSO PER "LA LOCANDIERA" INTERPRETATA DALL'ASSOCIAZIONE TEATRALE "IL CANOVACCIO"

Una spettacolare Mirandolina, al Teatro del Giardino

| di Serena Taraborrelli
| Categoria: Associazioni
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Paola D’Onofrio, scavando nel profondo la commedia, riesce a portare in scena il giusto mix di comicità e scaltrezza femminile. L’intera compagnia interpreta a perfezione l’ambiente veneziano, i problemi che vi si agitano, i caratteri che vi si muovono. Chiacchiere, equivoci e pettegolezzi, portati sulla viva scena. Esito di un disegno preciso e non di improvvisazione, di quella riforma portata in atto da Goldoni, del suo voler sostituire lo schematico canovaccio ad un testo interamente scritto e fare del teatro uno specchio del mondo, abitato da personaggi dalla personalità autonoma. È un carattere, simpatico e furbo, quello di Mirandolina. Ciò che le interessa è solo la prosperità della locanda, dove chiunque vi arriva di lei si innamora. Gioviale e innocente seduttrice è corteggiata dal marchese di Forlipopoli, che le offre la sua protezione e regala diamanti e dal conte d’Albafiorita, che può solo regalarle un fazzoletto. Il cavaliere di Ripafratta, misogino e vanaglorioso, non risente del suo fascino: ritiene «pazzi gli uomini che si innamorano delle donne». Mirandolina, entrerà in sfida con lui, ed «a poco a poco il satiro sarà addomesticato», «grazie ad una certa delicatezza femminile, capace di fingere con chi fa la corte». La Locandiera si spaccerà per donna libera che non vuole maritarsi essendo, allo stesso tempo, premurosa e dolce nei suoi riguardi. Per il cavaliere di Ripafratta «le donne sono tutte finte, bugiarde e lusinghiere: bisogna pagarle bene ed andar via presto» e non vorrebbe che Mirandolina gli facesse cambiar idea... «Lasciandogli in corpo cento diavoli». Il cavaliere finirà per essere geloso di Fabrizio, cameriere della locanda, «tutti ma, non Fabrizio, sono geloso di lui». Mirandolina è così riuscita nel suo intento «con certe maniere, certe smorfiette, deve per forza cadere». È riuscita a farlo innamorare ed a smascherarlo, non le resta che augurargli un: «Crepa, schiatta, impara a disprezzare le donne». La saggezza femminile sprigiona nel finale, sposerà il suo fedele cameriere Fabrizio, così come voleva suo padre, pagando anche uno stipendio in meno.

Serena Taraborrelli

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