Storie di chi ce la fa: ELETTROPARK

Un progetto di respiro nazionale

| di Silvia Garzarella
| Categoria: Storia
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Il trio ELETTROPARK
La storia è comune: tre ragazzi di un piccolo paese hanno una passione e decidono di soddisfarla insieme creando un trio; lo scopo è comune: divertirsi e far divertire, far ballare gli ospiti di una serata anche negli angoli più remoti della sala; la musica è moderna, il genere è quello dell’electro, i risultati sono decisamente fuori da ciò che i presupposti di una storia comune potessero far immaginare. ELETTROPARK è un progetto di sette anni fa, un progetto maturato anno dopo anno, serata dopo serata, che si è distinto dai comuni dj-set proprio per questa maturità che ha dato un segno caratterizzante a quelle che da serate si sono trasformate in eventi.

Definirsi dj e suonare in una discoteca oggi come oggi è alla portata di molti, proprio per l’enorme diffusione della formula “ scarico-mixo-amplifco e sono un professionista”; ovviamente non è così, alla base del progetto degli ELETTROPARK c’è la creatività, la ricerca nel genere per superarlo, smontarlo e ricostruirlo, una dialettica triadica di continua messa in discussione che ha permesso di entrare nel genere in retrospettiva, essere il “dark side” di ciò da cui si è partiti. L’”electro” nasce negli anni ’80 con forti influenze funk tanto che conta di solide radici gettate da giganti delle musica quali Herbie Hancock e molti altri; negli anni ’90 spoglia totalmente la musica dalla quale proveniva conservandone unicamente i giri di basso accostati a sintetizzatori o a campioni vocali e abbracciando un genere del tutto moderno quale la “techno”.

Gli ELETTROPARK iniziano forti proprio della passione per un genere spesso sottovalutato e schiacciato da ciò che in quanto commerciale sembra aver la pretesa di essere necessariamente migliore. Portare avanti un progetto nonostante tutto è sempre apprezzabile e in questo caso specifico si trasforma in una formula vincente. Il logo del trio compare periodicamente sulle locandine delle serate dei locali più frequentati della zona e viene a crearsi una sorta di mito dei 130 bpm che fa si che si inneschi curiosità nella maggiorparte di coloro che vogliono passare una serata diversa; ancora una volta la retrospettiva di ciò che si è abituati ad apprezzare ha la meglio. Crearsi e rendersi immediatamente identificabili per ciò che si propone permette di attirare attenzione, ingrediente indispensabile per uscire dagli schemi che può offrire un piccolo paese e lanciarsi verso il nuovo; andare altrove e farsi conoscere fuori infatti, sta sempre più diventando un’ esigenza indispensabile per chi muove i primi passi da una realtà minore.

ELETTROPARK ce l’ha fatta e può aggiungere alla propria maturità il respiro di un panorama nazionale, di un’aria diversa, non più quella della montagna, ma quella del mare della Romagna e del Wave Music Party di quest’estate, meta invidiata nel panorama del dj-set nazionale. L’evento viene da lontano, a Cattolica, Portoverde e Rimini ha fatto scalo una barca che ha esportato in Italia la tradizione spagnola del Boat Party, una festa che si svolge nell’arco di una giornata all’interno di una barca; il numero delle persone è fissato, il bar è "open" e i djs sono selezionati per rendere l’evento ancor più unico. ELETTROPARK torna a confermarsi come progetto vincente e come una dimostrazione del fatto che in fin dei conti non è importante da dove si viene ma dove si vuole arrivare e quanto si investe per realizzare il proprio obiettivo.

Uscire, abbattere le proprie mura vuol dire costruire delle solide fondamenta per se stessi e per gli altri. L’esperienza si coltiva dentro e si sviluppa fuori. Qualsiasi sia il genere musicale o artistico vanno apprezzati tutti coloro che decidono di lanciarsi verso il nuovo a partire da un paesino; tutto ciò che parte dal basso, è vero e autentico. Salire su una barca è farsi sentire è in realtà una metafora, rappresenta il rischio che bisogna prendere per farsi conoscere e apprezzare staccandosi dalla terra ferma che spesso è in grado solo di inaridirsi e inaridire. Anche le storie comuni si possono arricchire e cambiare in meglio, ELETTROPARK, fra molti, ne è un esempio.

Silvia Garzarella

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