Cara mamma… Lettera ad una mamma speciale, la mia

Un regalo ed un augurio a tutte le madri

| di Serena Taraborrelli
| Categoria: Storia
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Cara mamma, non ricordo niente di quei nove mesi passati attaccata al tuo cordone. Non mi ricordo aggomitolata ad aspettare qualche sensazione, per poi scalciare un po’ e farmi sentire. Non so se lì nel buio ho mai visto un raggio di sole o assaporato il gusto delle fragole. Lì, lontana da tutto, ma non da tutti perché così legata a te. Ma quel nodo, prima o poi, si sarebbe sciolto. Forse non ricordo tutto questo solo per non rimpiangerlo. Perché la vita è un frutto amaro se paragonata a quel piccolo mondo. Sai mamma, certe donne dopo il parto impazziscono. Lo chiamano trauma da parto. Il troppo amore spesso sfocia nel male della persona amata. Quella piccola creatura, che cresceva dentro te, ha dovuto abbandonarti e non essere più solo tua. Hai dovuto dividerla con chi è stato lì a guardare e hai sentito quel legame tradito. Messa in un angolino perché il tuo compito è finito; ed invece tu hai capito che il tuo compito iniziava lì: non ti restava che darmi la mano e portarmi con te… E quella mano per me sarebbe stata tutto, amore, pace, tranquillità, in questo strano cammino che è la vita. Avresti voluto proteggermi dal mondo che è là fuori, dagli altri. Da chi sa ferirti con una sola parola. Da quella folla di gente della quale non conosciamo niente. Da quel niente che può essere diverso da come lo vorremmo, un mondo coperto da sangue e violenza, da quell’odio che non so da dove nasce. Ma gli altri siamo noi. La gente la odio… E la amo. Senza quella gente, che magari entra nella mia vita per brevi periodi, non sarei io. Non avrei imparato, non mi sarei confrontata. Perché dirti tutto questo? Spesso mi rimproveri, dici che penso troppo agli altri, che mi espongo troppo, che non sono abbastanza furba. Ma io sono come te e come te non ho paura di dare senza ricevere. Chissà se tu nel mio niente hai saputo trovare qualcosa. Chissà se sono la figlia che volevi. Vai oltre l’apparenza, oltre il mio carattere, oltre tutto e vola nel mio cuore. Lì ci sarai. Se non ti basterà, continua a scavare e vedrai che in ogni parte di me ci sarai. Nel profondo. Perché di uguale non abbiamo solo il colore degli occhi e la forma delle mani, io sono parte di te in ogni atomo, in ogni respiro. Questo non cambierà mai, anche se piano piano lascerò la tua mano, anche se sarò io a consigliarmi, anche se il mio cammino prenderà una strada diversa, sappi che correrò sempre verso di te, che un tuo abbraccio sarà più forte di mille uragani. È da tanto che avrei voluto scriverti. La penna mi ha dato coraggio ma, comunque non è riuscita ad esprimere tutto quello che ho da dirti. Forse perché tutto verrà fuori a poco a poco, giorno per giorno. Ti voglio bene, e mi accorgo che non basta. Ti amo. No, non è neanche amore… Quell’amore che è sulla bocca di tutti, che arriva e poi se ne va. Non so, chiamalo come vuoi. Te ne voglio tanto e non finirà mai. Adesso chissà cosa mi dirai alzando lo sguardo.

Serena Taraborrelli

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