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La Pasqua tra il suo significato sacro e le tradizioni pagane

| di Antonietta Pellegrini
| Categoria: Tradizioni | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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Il giorno di Pasqua, com' è noto, è quello nel quale si celebra la Resurrezione di Gesù Cristo, al terzo giorno dalla sua morte in croce.

La più importante tra le ricorrenze cristiane, legata ai cicli lunari; la sua data, infatti è sempre variabile, legandosi all' inizio della Quaresima e alla Pentecoste.

Essa, come recano le Sacre Scritture, inoltre, abbraccia le radici della Pasqua ebraica, ricorrenza nella quale si celebra l' esodo degli ebrei dall' Egitto.

La morte di Cristo, infatti, avviene proprio durante i giorni di questa celebrazione.

 Entrambe, si può dire, recano la salvezza: quella di due popoli, per mano di  due uomini che li guida verso la libertà.

Nella Pasqua è contenuto tutto il mistero cristiano, la sua essenza profonda, che si articola tramite la Passione e la vittoria della vita sulla morte. Il sacrificio di un uomo per il riscatto umano.

L' usanza cristiana diviene una vera e propria preparazione all' evento, tramite l' astinenza da carne nei venerdì di Quaresima, il digiuno nel Venerdì di Passione, celebrazioni che ricorrono per tutta la Settimana Santa, silenzio e contemplazione.

I riti più importanti generano dalla Domenica delle Palme, nella quale si celebra l' entrata di Cristo in Gerusalemme; il Giovedì Santo, nel quale il Vescovo, nella messa Crismale, consacra gli oli santi che serviranno per le celebrazioni di tutto l' anno liturgico; la celebrazione dell' ultima cena, con la lavanda dei piedi; la Passione del Venerdì e, infine, la messa pasquale.

Questo rito, naturalmente, serba in sé anche un lato “profano”, articolato tra tradizioni e usanze che variano di paese in paese.

Al primo posto, lo scambio delle uova di cioccolato, usanza abbastanza moderna, se si pensa alla sua origine: all' inizio, infatti, le uova regalate erano vere, caratterizzate da un guscio colorato. Questo è proprio il significato della rinascita: la continuità della vita.

In senso cristiano, il guscio sarebbe la tomba, che può essere scalfita per far trapelare da essa una nuova esistenza.

In Abruzzo, terra legata alle antiche tradizioni, i riti cristiani si accompagnano a quelli culinari: i fiadoni al formaggio, il pane di Pasqua, le pupe e i cavalli di pasta mandorla, da regalare rispettivamente a bambine e bambini.

In alcune zone, si producono dolci a forma di ciambella, per riprodurre la corona d spine portata da Cristo; inoltre, altri simboli sono l' agnello, che reca il sacrificio e la colomba, simbolo di pace.

I riti liturgici abruzzesi variano di zona in zona: all' Aquila è molto importante la processione del Venerdì Santo. Le spoglie di Cristo morto escono dalla basilica di San Bernardino e percorre tutte le strade del centro storico accompagnata dal Miserere.

A Chieti, queste funzioni vanta origini medioevali, ed è curata dall'antica Arciconfraternita del Sacro Monte. I partecipanti sono vestiti a lutto e la troccola è lo strumento sostitutivo delle campane. Segue, inoltre, il canto del Miserere anche in questo caso.

A Sulmona si può assistere al suggestivo spettacolo della Madonna che scappa, nella mattina di Pasqua, in Piazza Maggiore. Intorno al mezzogiorno, dopo un segnale, la Madonna, non credendo alla resurrezione di suo figlio, corre fuori dalla chiesa, perdendo il suo manto nero in segno di lutto, mostrando una veste ricamata in oro. Reca una rosa rossa in mano, vengono scoppiati i mortaretti, le campane suonano in segno di festa, mentre dodici colombe bianche volano nel cielo.

Infine la Madonna abbraccia suo figlio, in un momento di toccante commozione per tutto il pubblico.

 A Gessopalena, la Passione si svolge per tutto il borgo medioevale con veri e propri quadri viventi.

"Il Bongiorno" è un'antica tradizione di Pianella che trae origine dall'omaggio, che i signorotti Longobardi pretendevano dai propri vassalli. Durante la giornata di Pasqua e durante la notte che precede il Lunedì dell'Angelo, cantori e suonatori in costume medievale, accompagnati da trombe, tamburi e piatti, girano per le vie del paese, portando il saluto del "Buongiorno" sotto le finestre dei cittadini a cominciare da quelli più' importanti, come il sindaco. I canti, inoltre, sono di improvvisazione.

Questi sono solo alcuni dei moltissimi e grandissimi esempi resi dalla tradizione abruzzese.

 

Antonietta Pellegrini

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