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A carnevale… ogni scherzo vale

| di Elena Colasante
| Categoria: Tradizioni | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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Il carnevale è una festa che si celebra nei paesi di tradizione cristiana.

La parola carnevale deriva dal latino carnem levare ("eliminare la carne") poiché anticamente indicava il banchetto che si teneva l'ultimo giorno di carnevale, il martedì grasso, subito prima del periodo di astinenza e di digiuno della quaresima.

Le prime testimonianze dell'uso del vocabolo "carnevale" (detto anche "carnevalo") vengono dai testi del giullare Matazone da Caligano alla fine del XIII secolo e del novelliere Giovanni Sercambi verso il 1400.

Benché presente nella tradizione cattolica, i caratteri della celebrazione del carnevale hanno origini in festività ben più antiche, come per esempio le dionisiache greche o i saturnali romani. Infatti, durante le feste dionisiache e saturnali, si realizzava un temporaneo scioglimento dagli obblighi sociali e dalle gerarchie per lasciar posto al rovesciamento dell'ordine, allo scherzo e anche alla dissolutezza.

Da un punto di vista storico e religioso il carnevale rappresentò un periodo di festa ma soprattutto di rinnovamento simbolico durante il quale il caos sostituiva l'ordine quotidiano, che però, una volta esaurito il periodo festivo, riemergeva nuovo o rinnovato e veniva garantito fino all'inizio del carnevale seguente.

Il carnevale si inquadra anche in un significato mitico: è la circolazione degli spiriti tra cielo, terra e inferi; esso riconduce ad una dimensione metafisica che riguarda l’uomo e il suo destino.

In primavera, quando la terra comincia a manifestare la propria energia, il carnevale segna un passaggio aperto tra gli inferi e la terra abitata dai vivi (anche Arlecchino ha una chiara origine infera).

Le anime, per non diventare pericolose, devono essere onorate e per questo prendono in prestito dei corpi provvisori: essi sono le maschere che spesso hanno un significato apotropaico in quanto chi le indossa assume le caratteristiche dell'essere " soprannaturale " rappresentato.

Queste forze soprannaturali creano un nuovo regno della fecondità della terra e giungono a fraternizzare allegramente tra i viventi.

Alla fine il tempo e l'ordine del cosmo, sconvolti nella tradizione carnevalesca, vengono ricostituiti (nuova Creazione) con un rituale di carattere purificatorio comprendente un "processo", una "condanna", la lettura di un "testamento" e un "funerale" del carnevale il quale spesso comporta il bruciamento del "Re carnevale" rappresentato da un fantoccio.

Tale cerimonia avviene in molte località italiane, europee ed extraeuropee.

Elena Colasante

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