Storia e tradizione delle ricorrenze liturgiche del 1° e 2 Novembre

| di Francesca Mascioli
| Categoria: Tradizioni
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Siamo alle porte di due importanti ricorrenze religiose, il 1 Novembre, giorno di Ognissanti, e il 2 Novembre, giornata dedicata alla Commemorazione dei defunti.
Entrambe le tradizioni appartengono al calendario liturgico della Chiesa cattolica romana.


Nonostante il 2 Novembre sia sentito in tutta Italia come una ricorrenza non solo religiosa ma anche civile, non è stata ancora riconosciuta come ufficiale

all'interno del calendario delle festività civili.

 


L'usanza di onorare e commemorare i defunti nasce già in epoca romana-bizantina, quando esisteva un rito con cui, due settimane prima dell'inizio della Quresima,

venivano celebrati i morti. Il rito è stato poi inglobato nella tradizione liturgia cattolica nel 998 grazie alla riforma di un abate benedettino, S.Odilone di Cluny.

 

 

 

In tutta Italia sono riscontrabili ad oggi molteplici e differenti usanze, ma generalmente le giornate vengono trascorse riunendosi in famiglia e dedicandsi alla cura

delle tombe dei cari defunti.


La tradizione vuole infatti che in entrambe le giornate ci si dedichi al ricordo dei morti, recandosi nei cimiteri con offerte quali i consueti fiori e lumini, ma anche, in

alcune località, dolci appositamente realizzati, detti "dolci dei morti".

 

Le credenze popolari locali ritengono che durante la notte tra il 1 e 2 Novembre le anime dei defunti sfilerebbero in processione lungo le strade del borgo; da cio

deriva l'uso, attinto dalla cultura anglossassone, di utilizzare zucche come lanterne, svuotandole e inserendvi una candela durante la notte del 31 ottobre: in

questo modo le anime si terrebbero lontane dalle case in cui la zucca è esposta.

 


Altre tradizioni vogliono che le anime dei defunti siano invece invitate ad apparire nelle proprie antiche dimore attraverso l'uso di lasciare apparecchiate le tavole

con del cibo esposto in cucina durante la notte.

 

 

Già i Romani avevano introdotto il culto della notte del 31 ottobre traendo ispirazione dalla cultura celtica con cui era entrata in contatto: quando poi la Chiesa

cattolica bandì le festività pagane, trasformò il rito adattadonolo alle proprie esigenze dottrinali; così nacque la festività del 1° Novembre in cui venivano celebrati

tutti i Santi in opposizione alle divinità e agli spiriti evocati dalla cultura  pagana durante la notte del 31 Ottobre; solo in un secondo momento venne introdotta 

la giornata del 2 Novembre, scegliendo di dedicarla ai morti e recuperando così in chiave cattolica la tradizone celtico-romana del 31 Ottobre.

 

 

 

 

Francesca Mascioli

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