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Danni causati dalle abbondanti piogge dei giorni scorsi

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Le abbondantissime piogge dei giorni scorsi non hanno risparmiato il territorio di Guardiagrele e hanno riattivato, con piccoli e grandi smottamenti, i fronti delle frane che da sempre interessano il nostro Comune.

I fenomeni in atto devono essere costantemente monitorati anche al fine di stabilire se sia o meno necessario attivare interventi di protezione civile per garantire la sicurezza della popolazione.

Questo, però, sarà molto difficile se si considera che il piano di protezione civile è stato adottato alla fine del 2008 e da allora nessuno lo ha rivisto e aggiornato. Basti dire che vi sono ancora indicati, come referenti, l’ex sindaco e l’ex comandante dei vigili ormai in pensione. In ogni caso, è difficile pensare che siano stati attivati gli interventi che comunque prevede, a partire da quello di attenzione che certamente doveva scattare nei giorni scorsi in presenza di veri e propri nubifragi.

Abbiamo personalmente riscontrato che nei giorni scorsi, oltre al crollo del muro di recinzione del cimitero, c’è stato uno smottamento nella scarpata sottostante l’ex orto Santoleri interessato dai lavori del PIT che non pochi problemi stanno creando anche alla Chiesa della Madonna del Carmine. Secondo gli esperti questa sarebbe la dimostrazione che la frana che causò il crollo della vecchia scuola media non si è mai fermata e certamente impone un controllo assiduo. Tutto questo dovrebbe anche sconsigliare definitivamente di ubicare proprio in quell’area il famoso parcheggio multipiano la cui realizzazione non farebbe che aumentare il rischio in una zona che, ancora una volta, si rivela ad alto livello di pericolo.

Non meno preoccupanti, però, sono gli smottamenti nelle scarpate delle ex discariche di Colle Barone e Brugneti, che hanno comportato lo spostamento di grosse quantità di argille e il riaffiorare di vecchi rifiuti sepolti sotto la coltre di erba e terra. Questi ultimi, con tutta probabilità riaffiorati di recente, rischiano, se le piogge si ripresenteranno, di essere trascinati a valle in grandi quantità ripetendo il fenomeno di 22 anni fa quando il Laio divenne il fiume di plastica.

Tutto questo, oltre a dimostrare la permanente attività geologica di quell’area, non fa che aumentare,ancora una volta di più, i rischi, già più volte segnalati, di contaminazione, nonostante sia trascorso oltre un anno dall’ultima conferenza dei servizi in Regione nella quale anche il Comune aveva preso impegni.

Chiediamo che questi fenomeni siano sotto stretta osservazione e, soprattutto, ci chiediamo quali siano le intenzioni dell’amministrazione comunale che non può nascondersi o, addirittura, minimizzare poiché la tutela del territorio e dell’ambiente deve costituire la priorità.

Anche in questo caso, la mancanza di fondi non può costituire un alibi. Si faccia pressione perché tutti i siti in pericolo siano messi in sicurezza poiché è da sciocchi pensare che i fenomeni geologici possano essere adattati alle convenienze politiche.

Chiaramente la nostra azione, anche su questo fronte, non è che agli inizi e ci accingiamo a diffidare tutte le autorità a fare quanto necessario per tutelare il nostro ambiente che è il bene più prezioso e che merita attenzione costante e non e non settoriale.

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