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Delibera sopprimi-cinghiali della Provincia di Chieti

Il WWF: inutile ed inapplicabile, per la legge prioritaria la prevenzione del danno

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CHIETI - Il WWF interviene sulla questione della corretta gestione della popolazione di cinghiali in provincia di Chieti dopo le polemiche avvenute in questi giorni.

Con Delibera di Giunta n. 218 del 26/07/13 la Provincia di Chieti ha approvato il  “Programma di gestione della popolazione di cinghiale per la prevenzione dei danni all’agricoltura e alla zootecnia. Il Programma consta di due distinte fasi. La fase A detta di emergenza che prevede l’abbattimento dei cinghiali a seguito di segnalazioni che perverranno ai Comuni e la fase B che prevede una programmazione triennale degli interventi.

 

Nei fatti, già dai prossimi giorni si dovrebbero aggirare, anche nei dintorni dei centri abitati, i “selecontrollori” ossia cacciatori armati di carabina che potranno sparare tutti i giorni della settimana, anche di notte sino alle ore 24 ed al mattino un'ora prima del sorgere del soleneanche fossimo in guerra!

 

L’Associazione WWF Chieti e quella WWF Zona Frentana e Costa Teatina, in un documento congiunto appena inviato a diversi enti tra i quali Provincia, Prefetto, Regione Abruzzo e Corpo Forestale dello Stato, hanno evidenziato una serie di carenze che rendono secondo gli ambientalisti semplicemente inapplicabile la Delibera della Provincia di Chieti, approvata, tra l’altro, in violazione delle normative sulla trasparenza e sulla partecipazione dei cittadini.

 

Ecco alcuni punti contestati dal WWF:

 

-          La mancata pianificazione faunistico-venatoria

La normativa prevede che la pianificazione faunistico-venatoria sia elemento fondamentale per poter avviare gli interventi sul territorio. Ebbene, la Provincia di Chieti si distingue da diversi anni per la sua assoluta immobilità in merito alla pianificazione. Ecco l’elenco delle carenze più evidenti:

 

-          Il Piano Faunistico Venatorio Provinciale di Chieti è scaduto nel 2008;

-          La Provincia di Chieti è ancora priva di un regolamento provinciale  per la caccia al cinghiale;

-          La Provincia di Chieti è priva di stime sulla popolazione del cinghiale del proprio territorio;

-          La Provincia di Chieti non ha mai adottato misure per la prevenzione del danno,

-          La Provincia di Chieti è l’unica provincia abruzzese che non si è ancora dotata di una carta della distribuzione dei danni causati dal cinghiale sul territorio e della loro entità.

 

Non è possibile avviare un intervento sulla popolazione di cinghiale senza conoscere l’entità della popolazione, la sua suddivisione in classi di sesso e di età, senza conoscere il reale impatto della specie su altre specie animali e vegetali, sulle attività umane e sull’”ambiente” in generale.

 

Con un’approssimazione stile Provincia di Chieti si rischia anzi di aumentare il numero di cinghiali a causa della cosiddetta “destrutturazione” della popolazione, un fenomeno autorevolmente rilevato dall’ISPRA e nel Chietino oramai già evidente per colpa della caccia e del bracconaggio.

 

 

-          I metodi ecologici

L’art. 19, comma 2, della L. 157/92 (cosiddetta legge quadro sulla caccia) prevede che il controllo diretto delle popolazioni possa essere attuato soltanto dopo che i metodi ecologici siano risultati inefficaci. Quali sono i metodi ecologici utilizzati in questi anni dalla Provincia di Chieti e quali studi provano la loro inefficacia sul territorio su parere dell’ISPRA come previsto dalla normativa? Se esistente, perché non viene resa pubblica tale documentazione?

 

 

-          La prevenzione di incidenti e danni in agricoltura

La prevenzione del danno da fauna selvatica rappresenta una fase fondamentale nella gestione della popolazione del cinghiale. Alle Associazioni scriventi non risultano atti o documentazione della Provincia di Chieti che evidenzino progetti realizzati sulla prevenzione del danno.

In merito alla sicurezza stradale quali iniziative sono state intraprese dalla Provincia di Chieti, anche solo a titolo sperimentale, nelle strade di propria competenza per ridurre i rischi di incidenti automobilistici dovuti all’attraversamento della fauna selvatica?

Basta andare sul sito www.wildlifecollisions.ca per scoprire le innumerevoli tecniche già disponibili per diminuire il rischio di incidenti stradali che coinvolgono animali selvatici, alcune delle quali già adottate da altri enti in Abruzzo (guarda caso dalle vituperate, per alcuni esponenti della maggioranza in Provincia, aree protette).

Quali misure (recinti fissi, recinti elettrificati, colture a perdere, ecc) sono state adottate dalla Provincia di Chieti in merito alla riduzione del danno in agricoltura così come previsto dalla L. 157/92 e dalle Linee guida per la gestione del cinghiale dell’ISPRA?

 

Un caso emblematico: il  Bando della misura del Piano di Sviluppo Rurale (PSR) n. 216 prevedeva da parte della Regione Abruzzo l’accollamento dell’80% dei costi relativi all’acquisto di recinzioni fisse e/o elettrificate per la riduzione del danno da fauna selvatica. Il fallimento di questo bando ha comportato un avanzo di spesa (soldi non impiegati) di oltre 1,5 milioni di euro in buona parte dovuto all’inerzia della Provincia di Chieti dalla quale risulterebbero pervenute solo 4 domande per l’acquisto di recinzioni elettrificate.

 

 

 

-          La sicurezza pubblica

La gittata massima delle carabine utilizzate per la caccia al cinghiale è stimabile fin oltre i 1.000 metri. Chiunque si troverà entro i 1.000 metri nella traiettoria del fucile potrà essere colpito. Ricordiamo che nella fase A dell’intervento si potrà sparare anche di notte e tutti i giorni. Ricordiamo anche il tristemente alto numero di incidenti che ogni anno caratterizzano la stagione venatoria, potenzialmente aggravato dal previsto uso di armi capaci di colpire a grande distanza. Sottolineiamo in proposito che la normativa sulla caccia, per sacrosanti motivi di sicurezza, vieta di sparare in direzione di immobili, abitazioni, vie di comunicazioni a meno di una volta e mezzo la gittata massima delle carabine, ossia circa 1500 metri. Questa norma dovrà essere applicata diligentemente e quindi non si potrà sparare!

 

La Delibera sopprimi-cinghiali ha lo scopo di nascondere le gravissime carenze in materia di gestione faunistico-venatoria della Provincia di Chieti. Si tenta di giustificare un intervento, pur nella consapevolezza che, a queste condizioni, si palesa un sicuro insuccesso. Un Ufficio Caccia ed un Assessorato Caccia di fatto inesistenti da diversi anni che faranno ora pagare ai cinghiali e ai cittadini il prezzo della loro inefficienza.

 

Per concludere, riteniamo immorale affidare ai cacciatori “selecontrollori” l’abbattimento dei cinghiali alla luce delle responsabilità dell’espansione della specie attribuibili ai cacciatori stessi e alle amministrazioni filo-venatorie. Già nel 2001 l’autorevole ex Istituto della Fauna Selvatica (INFS), ora ISPRA, affermava: “le immissioni a scopo venatorio, hanno sicuramente giocato un ruolo fondamentale nel creare la situazione di espansione e crescita delle popolazioni di cinghiale”.

 

 

Nicoletta Di Francesco

Presidente Associazione

WWF Chieti

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