I circoli del Partito Democratico, di Rifondazione Comunista, Italia dei Valori, Partito Socialista Italiano e Comunisti italiani, esprimono viva soddisfazione per il recentissimo pronunciamento del Consiglio di Stato che, con decreto urgente, ha sospeso l’atto aziendale della ASL di Chieti.
La decisione del Giudice Amministrativo giunge a confermare la validità del lavoro svolto dal gruppo consiliare di centrosinistra “Guardiagrele il bene in comune” che, contro il Programma Operativo del presidente della regione Chiodi, ha ingaggiato una lotta sin dal maggio 2010.
E’ necessario rimarcare la totale assenza della provincia di Chieti (sebbene chiamata in causa dal Consiglio Regionale) e l’atteggiamento fortemente ambiguo della giunta comunale guidata da Sandro Salvi.
La difesa dell’ospedale di Guardiagrele non è una battaglia di retroguardia poiché la partita in gioco è la difesa del fondamentale diritto alla salute e la salvaguardia dei livelli essenziali di assistenza, soprattutto nelle zone interne e montane.
Contro un disegno della regione Abruzzo finalizzato ad azzerare gran parte dei presidi di tutela della salute dei cittadini, le azioni giudiziarie portate avanti dal gruppo di centrosinistra guardiese, quando tutti sembravano arrendersi al destino determinato dal governo regionale, hanno dato una speranza non solo ai 40.000 cittadini che hanno sempre fatto riferimento al SS. Immacolata di Guardiagrele, ma all’intero Abruzzo colpito da una sciagurata politica sanitaria ancora ingessata e martoriata dalla gestione commissariale di Chiodi.
Nel riconoscere all’opera in difesa dell’ospedale un valore che va ben oltre i confini dei partiti ed è patrimonio dell’intera comunità cittadina, non si può non denunciare l’assenza di una azione politica seria e credibile da parte della giunta Salvi.
L’amministrazione comunale si è vista costretta, negli ultimi due anni, a modificare spesso i suoi atteggiamenti passando da una posizione di sostanziale resa, che la portava a parlare di indifendibilità del nostro ospedale, ad una aggressione solo di facciata alla politica regionale avanzando, ancora oggi, nei suoi atti una necessità di razionalizzazione e deospedalizzazione solo attraverso i tagli, fino alla timida apparizione del Sindaco Salvi al soglio di silente responsabile sanità del PdL provinciale.
Soprattutto è sotto gli occhi di tutti il fatto che la giunta, cedendo persino al giudizio gratuito e personale, frutto di ignoranza e mancanza di argomenti, ha dovuto letteralmente rincorrere l’iniziativa portata avanti dal centrosinistra.
A questo si aggiunge il recentissimo “trasferimento” della sub commissaria alla sanità Giovanna Baraldi, ideatrice dell’impianto teorico della politica sanitaria di Chiodi,in Piemonte. Un fatto che significa una cosa sola: il fallimento politico, ormai innegabile e sotto gli occhi di tutti dell’intero centrodestra a tutti i livelli.

