POSSIAMO ANCORA FIDARCI DELLA REGIONE?

| di Associazione "Salute è Diritto"
| Categoria: Attualità
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L’estate scorsa abbiamo accolto con gioia e con soddisfazione il progetto predisposto dall’attuale Giunta Regionale che, nel rivedere la rete ospedaliera, ha deciso di riaprire alcuni reparti per acuti presso il nosocomio di Guardiagrele. In particolare, tale progetto prevede la trasformazione del presidio guardiese in “succursale” dell’Ospedale di Chieti, con la riapertura dei reparti di Medicina, Geriatria e Lungodegenza, per un totale di 25 posti letto, che si andrebbero ad aggiungere al Punto di Primo Intervento, alla Radiologia, al Punto Prelievi e ai servizi territoriali. La nostra soddisfazione era comprensibile visto che, dopo tanti anni, vedevamo riconoscere a Guardiagrele quella che è sempre stata la sua vocazione: essere di supporto agli ospedali più grandi, svolgendo una funzione di filtro, indispensabile per alleggerire il carico di lavoro dei presidi di Chieti e Lanciano. Da mesi aspettiamo, diligentemente, che il Tavolo di Monitoraggio, aperto presso il Ministero dell’Economia, esprima un giudizio definitivo su questo progetto. Dopo gli annunci, gli slogan sui giornali, gli incontri pubblici e le tante vetrine mediatiche, è giunta però la prima doccia fredda quando il Direttore Generale della ASL, nel corso di un incontro ufficiale tenutosi il 19 marzo 2020, ha espressamente dichiarato tutta la sua contrarietà al progetto predisposto dalla Regione Abruzzo, al punto da arrivare a dire che presenterà le sue dimissioni qualora il Ministero dovesse approvare la riapertura dei reparti per acuti a Guardiagrele. Ciò che più ci ha sconvolto non sono state tanto le dichiarazioni del manager della ASL, quanto il fatto che NESSUN POLITICO REGIONALE DI MAGGIORANZA le abbia smentite. Nessuna voce si alzata contro il Direttore Generale, in difesa dell’Ospedale di Guardiagrele: né gli Assessori Verì, Febbo e Campitelli, né il consigliere Montepara, né i tanti altri esponenti della maggioranza regionale. Nemmeno gli esponenti locali del centro-destra hanno preso posizione contro le incredibili esternazioni del Direttore Generale. Ma non è tutto. All’indomani della diffusione dell’epidemia di Coronavirus, abbiamo assistito alla sistematica esclusione del presidio di Guardiagrele da qualsiasi iniziativa per combattere l’epidemia. Mentre altrove si progettava la riapertura di reparti, la creazione di nuovi posti letto, il trasferimento di pazienti, per Guardiagrele non è mai stato previsto nulla. Eppure, quale occasione migliore del contrasto al virus, per iniziare a riallestire i reparti promessi??? Tutti pensavamo che la Regione si sarebbe “portata avanti” nella realizzazione del progetto che vede il P.O. di Guardiagrele diventare uno stabilimento dell’Ospedale di Chieti, che avrebbe approfittato dell’emergenza COVID-19 per allestire i reparti promessi; d’altronde, è chiaro che – in questa situazione – il sistema sanitario ha il disperato bisogno di aumentare i posti letto disponibili. E invece no, niente di tutto questo è accaduto. Dopo le tante promesse e le “sfilate” dei politici regionali, l’Ospedale di Guardiagrele è caduto – nuovamente – nel dimenticatoio. Per cui, la domanda ci sembra lecita: possiamo ancora fidarci di questa classe politica regionale?!?!?!?! 

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