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La Val di Susa torna decisiva per il Giro d’Italia 2020: la penultima tappa al Sestriere deciderà la Corsa Rosa

| Categoria: Attualità | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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Dopo la pausa invernale, la stagione del ciclismo mondiale è pronta a ripartire e la stragrande maggioranza dei ciclisti è già al lavoro per preparare le grandi classiche che andranno in scena a partire dalle prossime settimane. Come di consueto, tutti i favoriti per la vittoria dei grandi giri si stanno dando da fare per pianificare al meglio la propria stagione ed è notizia delle scorse settimane che, come possiamo leggere al link https://sport.virgilio.it/fabio-aru-voglio-spaccare-la-bici-626341, anche quest’anno Fabio Aru ha scelto la Val di Susa quale sede dei suoi allenamenti.

I favoriti per la vittoria dell’edizione numero 103 del Giro d’Italia

Fabio Aru non è l’unico ad aver raggiunto la Val di Susa per allenarsi, ma sempre più ciclisti scelgono le nostre zone per prepararsi in vista della stagione agonistica. Da sempre, la Val di Susa dedica particolare attenzione alla due ruote e con circa 200 km di pista ciclabile è una delle mete preferite dagli appassionati di ciclismo. Come raccontato anche al link https://www.bikeitalia.it/in-bici-via-francigena-in-piemonte/, gli scenari mozzafiato, l’aria incontaminata, la possibilità di allenarsi sia in piano che in altura, rende il nostro territorio un paradiso sia per i ciclisti professionisti che per i cicloamatori di tutto il mondo e non è un caso che quest’anno l’arrivo dell’ultima tappa alpina del Giro d’Italia sia previsto proprio al Sestriere. In Val di Susa si deciderà pertanto la centotreesima edizione della Corsa Rosa e come possiamo notare al link https://www.betfair.it/sport tra i favoriti della vigilia ci sono i nostri due italiani Aru e Nibali che, dopo una stagione tra alti e bassi, sono alla ricerca di riscatto e sperano di riuscire ad aggiudicarsi almeno una vittoria di tappa, anche se c’è la forte sensazione che possano dire la loro anche per la classifica finale.

Le ambizioni degli azzurri nel circuito UCI

Negli ultimi anni, il ciclismo azzurro non è riuscito a generare tanti talenti in grado di fare la differenza anche in una corsa di tre settimane. I tempi dei Moser, Chiappucci, Pantani e Gotti sembrano essere lontanissimi e l’unico che è riuscito a tenere alta la bandiera tricolore nel circuito è stato Vincenzo Nibali, con lo “Squalo dello Stretto” che sebbene non sia più un ragazzino ha ancora la voglia e la determinazione dei tempi migliori. Alle sue spalle, come raccontato anche al link https://it.eurosport.com/ciclismo/fabio-aru-definisce-il-programma-gare-2020-prima-volta-alla-liegi-poi-romandia-e-tour_sto7581826/story.shtml, c’è grande attesa nello scoprire cosa riuscirà a fare Fabio Aru il quale, dopo essersi aggiudicato una Vuelta a España 2015, si è un po’ perso per strada e, anche a causa dei numerosi infortuni che l’hanno colpito, non è riuscito ad esprimersi al livello dei top.

Per quanto riguarda le corse di un giorno e le singole tappe dei grandi giri, le cose vanno invece decisamente meglio. Mentre Alberto Bettiol, dopo aver vinto il Giro delle Fiandre nella passata stagione, è chiamato a bissare quel clamoroso successo, Elia Viviani si gode il titolo di Campione d’Europa e si candida quale uno dei principali indiziati per un tappa in pianura sia al Giro che al Tour.

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