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Guardiagrele, Di Crescenzo: ” Per l’ospedale progetto di potenziamento e riconversione”

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“E’ completamente priva di ogni fondamento la notizia, apparsa in questi giorni sugli organi di stampa e proveniente da più parti, della chiusura dell’ospedale di Guardiagrele. Anzi, dal suo insediamento, questo governo regionale,  ha sempre resa pubblica la sua intenzione di avviare un progetto di potenziamento e riconversione della struttura, con una dotazione di posti letto tra 80 e 100”. Lo puntualizza Gianna Di Crescenzo,  responsabile sanità del PD Abruzzo. “E’ grave, oltre che scorretto lanciare messaggi sbagliati, che rischiano solo di ingenerare timori nella cittadinanza. La Regione Abruzzo, e in particolare l’assessore alla SanitàSilvio Paolucci, sono invece intervenuti per correggere le scelte del precedente Commissario Chiodi che, con il decreto 45 del 2010, aveva cancellato integralmente la dotazione di posti letto del presidio,  prevedendo solo ambulatori specialistici e un’assistenza medico-infermieristica limitata a 12 ore giornaliere”.
“Forse  ci si dimentica che – prosegue Di Crescenzo – nonostante i tanti ricorsi presentati, la magistratura ha ritenuto perfettamente legittimo il decreto dell’ex presidente di centrodestra. Vale a dire che oggi non ci sarebbe più nessuna difficoltà a smantellare il nosocomio. Paolucci, invece, da tempo ha  avviato un’interlocuzione con il  territorio, da cui ci si aspetta una fattiva collaborazione, così da programmare un nuovo modello di assistenza, più rispondente alle esigenze dell’utenza di riferimento (composta al 70 per cento da over 65). Poi, il nome che avrà questo nuovo modello non credo interessi ai cittadini, che chiedono solo di poter avere un servizio adeguato e di qualità. E’ importante che però sappiano che i 30 posti letto del SS. Immacolata,  ad oggi non sono in discussione, e che il progetto è di aumentarli secondo la reale esigenza dell’utenza. Non si parla più di chiusura -conclude Di Crescenzo – come invece ai tempi del centrodestra alla guida della regione”.

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