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Abbiamo vinto noi. Fatevene una ragione

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In questi giorni di post elezioni, in molte città italiane i candidati e i gruppi politici che hanno perso la competizione elettorale – come anche chi ha vinto - stanno facendo l’analisi del voto e chi è più onesto cerca di capire dove e perché ha sbagliato. Perché è da lì che si parte.


A Guardiagrele non funziona così.


Il gruppo di centrodestra ‘Progetto per Guardiagrele’ non ce la fa a fare autocritica ed è partito subito, fin dal consiglio di insediamento, con una serie di attacchi inopportuni e supponenti che rivelano chiaramente il livello della rabbia che li ha invasi.


L’attacco si concentra sulle modalità di scelta dei membri della giunta e si diffonde in considerazioni sciocche e risibili allusioni alla capacità che, nell’assumere quelle decisioni, non avrei avuto, di attribuire le deleghe in base a competenze ed a numero di preferenze.


Capisco che chi parla così è prigioniero di logiche antiche che io e il mio gruppo abbiamo lasciato alle nostre spalle fin dal primo giorno.


Le mie scelte, assolutamente libere e pensate, non sono la conseguenza di accordi preelettorali, ma il frutto di una idea di ‘collegialità’ evidentemente estranea a chi oggi ci attacca.
Ciò è stato possibile perché la stessa idea di collegialità è stata ed è alla base del lavoro del gruppo che con me si è presentato alle elezioni, per cui nessuno degli eletti sarà sensibile a miserabili  tentativi di seminare zizzania:  essi sono una squadra.


Questo significa che nessuna delle persone che oggi mi affiancano si porta dietro frustrazioni o delusioni: tutti sanno che saranno chiamati a collaborare con le loro idee e la loro professionalità al buon funzionamento della macchina amministrativa.


Con uno stile che non mi sorprende perché ne abbiamo già fatto esperienza in passato, gli avversari di centrodestra hanno ritenuto anche di sferrare qualche attacco personale, con riferimenti persino diffamatori e certamente privi di agganci con la realtà che meriteranno altro genere di approfondimenti.


Sono sinceramente rammaricato. Ho offerto e chiesto collaborazione e lealtà, ma non ho avuto le risposte che la città si sarebbe aspettata. Qualcuno pensa ancora di essere in campagna elettorale o che i prossimi cinque anni saranno una campagna elettorale permanente. Proseguano pure con questo metodo e faranno solo un buon servizio alla mia amministrazione; capiranno, alla fine, che questa è una delle ragioni della loro sconfitta.


Avrei preferito un avvio sui temi del Bene Comune, ma non è stato così. Cosa devo dedurne? Che questa è una vetta che i loro occhi non riescono ad intravvedere né ad immaginare?


Io ringrazio ancora i cittadini di Guardiagrele: non li deluderemo.

                                                                                                             Il sindaco
                                                                                                       Simone Dal Pozzo

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