Una piccola realtà, che opera in apparente quiete, ma resta sempre in moto, dimostrando di essere curiosa e desiderosa di “crescere”.
Un nuovo metodo di studi, che si sta diffondendo pian piano a livello nazionale, ma che a Guardiagrele viene già messo in pratica da qualche tempo.
È stato previsto dal MIUR, per l'anno 2014/2015, l'obbligo del CLIL (Content Language Integrated Learning), metodologia che consiste nell'insegnamento di una disciplina non linguistica (fisica, scienze, matematica, economia aziendale) in lingua straniera, nel corso del quinto anno, con particolare rigore per i Licei, ma anche per gli Istituti Tecnici.
Il CLIL e i suoi contenuti, però, non saranno materia d'esame. Non, perlomeno, per quest'anno scolastico.
Nonostante ciò, il Liceo Scientifico di Guardiagrele mette in pratica, ormai da tempo, le “norme” dettate dal Ministero.
Andrebbero, pertanto, riconosciuti ad alunni e insegnanti i meriti adeguati.
Trovarsi ad affrontare una disciplina come la fisica, caratterizzata da formule e termini tecnici, esprimendo i contenuti completamente in lingua inglese, è un'impresa che i ragazzi del Liceo sono riusciti a fronteggiare con serietà, diligenza e voglia di apprendere.
Non si finisce mai d'imparare.
E il discorso non vale solo per gli alunni, ma anche e soprattutto per i docenti, che hanno avuto il coraggio e l'abilità di “rimettersi in gioco”, affrontando anch'essi dei corsi per affinare la padronanza della lingua straniera, avvalendosi, per di più, dell'assistenza, in classe, di un giovane greco, Emmanouil Gkiourkas, laureando in economia e tirocinante mediante l'azione KA1 Erasmus, grazie a una borsa di studio messa a disposizione dall'Europa.
Anche ai docenti va una grande stima.
Il loro “doppio lavoro” di teachers-learners viene ricompensato dall'entusiasmo degli alunni, che, di fronte a quello che sembrerebbe un insidioso ostacolo, dimostrano di aver voglia di superare i propri limiti, di voler “costruire”, con le loro nuove e più complete conoscenze, una sorta di “new school”.
L'impegno profuso e il desiderio di migliorare non tarderanno a far sentire i propri effetti: i liceali di Guardiagrele e i loro insegnanti sono a pieno titolo tra i pionieri di questa metodologia.
Dimostrano davvero di tenerci tanto, così tanto da non limitarsi a metterla in pratica unicamente al quinto anno, ma addirittura di proporla alle altre classi, per avviarle ad una maggior dimestichezza con l'inglese e farli trovare più pronti e preparati ad affrontare il loro ultimo anno.
Tutto questo “sperimentare” non è finalizzato solo al corso di studi intrapreso, ma farà certamente la differenza nella futura scelta dei corsi universitari, sempre più orientati verso facoltà in lingua inglese, allo scopo di offrire opportunità finora impensabili.
Anche l'Istituto Tecnico procede in maniera simile: lì, docenti e discenti si mettono alla prova con una disciplina affatto facile, economia aziendale, insegnata e appresa in lingua inglese.
Tutto ciò non fa che aumentare il pregio di coloro che si sono messi in gioco e che hanno permesso ai propri alunni di mettersi alla prova, una prova positiva per tutti, una prova che ha dato alla “madre scuola” un grande prestigio.
È la conferma che “making a new school is possible”, soprattutto se a farlo sono “little-big schools”, come quelle dell'Istituto Omnicomprensivo di Guardiagrele.

