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La mimosa come simbolo della donna

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La Giornata internazionale della donna ricorre ogni anno l’8 marzo per ricordare sia le conquiste sociali, politiche ed economiche delle donne, sia le discriminazioni e le violenze cui sono ancora oggetto in ogni parte del mondo.

Il “Woman’s Day”, tenutosi per la prima volta a New York tra il 1908 e il 1909, fu l’inizio di una serie di conferenze nelle quali vennero discusse questioni riguardanti la donna (diritto di voto, sfruttamento ai danni delle operaie circa gli orari lavorativi ed il salario, discriminazioni sessuali, etc).

Queste conferenze, organizzate dall’Internazionale Socialista, divennero un appuntamento fisso in cui, il 28 febbraio di ogni anno, veniva celebrata la giornata della donna, mentre in altri paesi europei la giornata veniva celebrata in altre date.

Le celebrazioni furono interrotte a causa della Prima Guerra Mondiale in tutti i paesi belligeranti, finché a San Pietroburgo l’8 marzo del 1917 le donne della capitale guidarono una grande manifestazione che rivendicava la fine della guerra (data che indica l’inizio della Rivoluzione Russa di febbraio). Per questo motivo, ed in modo da fissare una data comune a tutti i Paesi, il 14 giugno 1921 la Seconda conferenza internazionale delle donne comuniste, tenutasi a Mosca, fissò l’8 marzo come data della “Giornata Internazionale dell’operaia”.

La connotazione fortemente politica della Giornata della donna, l'isolamento politico della Russia e del movimento comunista e, infine, le vicende della seconda guerra mondiale, contribuirono alla perdita della memoria storica delle reali origini della manifestazione.

Così, nel secondo dopoguerra, cominciarono a circolare fantasiose versioni, secondo le quali l'8 marzo avrebbe ricordato la morte di centinaia di operaie nel rogo di una inesistente fabbrica di camicie avvenuto nel 1908 a New York, facendo probabilmente confusione con una tragedia realmente verificatasi in quella città il 25 marzo 1911, ossia l'incendio della fabbrica Triangle, nella quale morirono 146 lavoratori (123 donne e 23 uomini).

Altre versioni citavano la violenta repressione poliziesca di una presunta manifestazione sindacale di operaie tessili tenutasi a New York nel 1857, mentre altre ancora riferivano di scioperi o incidenti avvenuti a Chicago, a Boston o a New York.

Nonostante le ricerche effettuate da diverse femministe tra la fine degli anni ‘70 e gli ’80 abbiano dimostrato l'erroneità di queste ricostruzioni, le stesse sono ancora diffuse sia tra i mass media che nella propaganda delle organizzazioni sindacali.
Il 18 dicembre del 1972, l’ONU proclamò il 1975 "Anno Internazionale delle Donne". Questo venne seguito dalla proclamazione del "Decennio delle Nazioni Unite per le donne: equità, sviluppo e pace".

Il 16 dicembre 1977, l'Assemblea generale delle Nazioni Unite propose ad ogni paese, nel rispetto delle tradizioni storiche e dei costumi locali, di dichiarare un giorno all'anno "Giornata delle Nazioni Unite per i diritti delle Donne e per la pace internazionale" e di comunicare la decisione presa al Segretario generale. Adottando questa risoluzione, l'Assemblea riconobbe il ruolo della donna negli sforzi di pace e riconobbe l'urgenza di porre fine a ogni discriminazione, di aumentare gli appoggi a una piena e paritaria partecipazione delle donne alla vita civile e sociale del loro paese.

L'8 marzo, che già veniva festeggiato in diversi paesi, divenne la data ufficiale di molte nazioni.
In Italia, con la fine della guerra, l'8 marzo 1946 fu celebrato in tutta la nazione e vide la prima comparsa del suo simbolo, la mimosa, che fiorisce proprio nei primi giorni di marzo, secondo un'idea di Teresa Noce, di Rita Montagnana e di Teresa Mattei.
È bene ricordare che la donna va rispettata ed amata ogni giorno dell’anno e non solo nell’annuale ricorrenza.

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