Era la villa di Mauro Scioli, uno dei più noti imprenditori guardiesi e consigliere comunale della Lega nord, una delle residenze prese d'assalto lo scorso fine settimana, all'apice dell'ondata di furti notturni subìta dalle frazioni di Bocca di Valle, Comino, Colle Barone e Sciorilli. Un assalto sventato dai cani che hanno avvertito qualcosa di insolito ed hanno svegliato il padrone di casa. I ladri sono poi fuggiti. Mentre si cercano indizi per risalire agli autori dei furti le istituzioni si muovono a grandi passi. Ieri è stato deciso un «Patto per la sicurezza» guardiese. Sul modello di quello sottoscritto a giugno per Orsogna e il comprensorio della Marrucina, a imprimere un giro di vite sulla criminalità che la scorsa settimana ha fatto capolino nel versante nord-est della cinta urbana mettendo a segno una dozzina di furti notturni. E' il risultato raggiunto ieri mattina al termine della riunione in prefettura a Chieti, convocata dal prefetto Vincenzo Greco e a cui hanno partecipato fra gli altri il sindaco Sandro Salvi, il comandante della polizia municipale Giuseppe Desiderioscioli e una delegazione del comando provinciale dei carabinieri. «Il prefetto, che ha ascoltato con attenzione l'esposizione dei fatti di questi giorni», racconta il sindaco al termine della riunione, «ci sottoporrà un documento, un vero e proprio accordo programmatico sulla sicurezza e l'ordine pubblico. In prefettura si muovono con sollecitudine», prosegue Salvi, «tanto che la bozza la riceveremo entro questa stessa settimana». Il primo cittadino fotografa la situazione a una settimana dall'inizio della raffica di incursioni nelle case del gruppo di frazioni ai piedi della Maiella.«Ci sembra di poter dire già con sufficiente cognizione di causa», osserva, «che la situazione è di molto migliorata rispetto a giovedì e venerdì scorsi, un risvolto che noi attribuiamo al massiccio intervento delle forze dell'ordine, i carabinieri coadiuvati dalla nostra polizia municipale, ma anche la risposta della gente che ha assunto la sua parte di responsabilità segnalando le situazioni anomale e i movimenti a prima vista sospetti». Mauro Scioli ritorna invece sul tentato assalto alla sua villa di Colle Barone, un'incursione sventata dal cane da guardia di famiglia che aveva reagito a rumori provenienti dal versante della villa che affaccia sul fosso del torrente Vesola, dove lo scorso fine settimana sono stati rinvenute tracce di un recente bivacco che viene attribuito con un elevato grado di certezza ai ladri notturni. «Nonostante tutto, ci sentiamo sicuri», è il primo commento dell'imprenditore, noto nel settore metalmeccanico e uomo di punta della Lega nord abruzzese, di cui è stato tra i fondatori. Non penso che ci sia bisogno di ronde istituzionalizzate», prosegue, «perché qui c'è la migliore coesione tra la gente, un'unione quasi familiare che fa scattare la difesa a quadrato nei momenti di pericolo». Ipotesi sulla nazionalità dei criminali non se la sente di farla, ma annota che «se si tratta di stranieri, sono elementi che rifiuto l'integrazione con noi. Saranno le indagini a stabilirlo».