Il paradosso del piano operativo

A gonfie vele ciò che doveva scomparire e annullato ciò che doveva funzionare

Simone Dal Pozzo
07/01/2011
Comunicati Stampa
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Quel che sta accadendo all'ospedale di Guardiagrele è semplicemente paradossale. I servizi che, in base al Piano Operativo Chiodi-Baraldi dovevano essere smantellati (i reparti) sono pienamente funzionanti e, anzi, stanno assicurando il diritto alla salute a decine e decine di famiglie del nostro territorio. D'altra parte, i servizi che, in base allo stesso Piano Operativo, dovevano costituire il punto di forza del Presidio Territoriale di Assistenza che doveva sostituire l'ospedale (gli ambulatori), sono praticamente inesistenti. Se si chiede al CUP presso l'ospedale di Guardiagrele di poter prenotare un qualsiasi esame di diagnostica radiologica ci si sente dire che le prenotazioni sono bloccate. La stessa risposta si ha se si chiede di prenotare visite chirurgiche o interventi di piccola chirirgia. Insomma, i servizi ambulatoriali che dovevano essere potenziati sono, invece, praticamente inesistenti. "Abbiamo fatto bene a segnalare il problema alla Procura della Repubblica perchè qui stiamo parlando del minimo, dell'essenziale che manca quando ci era stato promesso, persino in diretta televisiva proprio un mese fa, che tutto sarebbe rimasto come prima. Fortunatamente il Consiglio di Stato ha svelato l'inganno quando ha detto che questa promessa era smentita dalla stessa delibera commissariale che abbiamo impugnato. Resta, però, il fatto che un ospedale che non avrebbe più dovuto ricoverare dal 15 dicembre scoppia di degenti e un PTA che doveva nascere sulle ceneri del SS. Immacolata non ha la benchè minima garanzia di poter assicurare i servizi che si candidava ad offrire. Ritengo che una delle cause di questa situazione drammatica è legata anche alla gestione del personale. In barba alla possibilità assicurata dalla legge 220/2010 e dallo stesso Piano Operativo che sbloccano, sia pure in parte, il turn over, nulla è stato fatto o si sta facendo per assicurare il ricambio di chi va in pensione o la stabilizzazione dei tantissimi precari che potrebbero assicurare i livelli minimi di assistenza. Mi chiedo che senso abbia imporre a medici specialisti di prestare servizio in altri ospedali della ASL dove è difficile che possano fare molto per migliorare il servizio quando, invece, operando a Guardiagrele potrebbero, quanto meno, aiutare a smaltire le lunghe liste d'attesa. Credo che qualcuno stia sottovalutando il problema e non si rende conto che molti potrebbero, a ragione, sulla scorta della normativa vigente, avanzare rivendicazioni per conservare il proprio posto di lavoro, soprattutto quando parliamo di precari che si sono visti continuamente rinnnovare lo stesso contratto per le stesse prestazioni e, magari, oggi si vedono messi alla porta. Una complessiva manovra di stabilizzazione, che non avrebbe nessun costo aggiuntivo visto che, per stessa ammissione della ASL, la spesa derivante dalla trasformazione non aumenterebbe, sarebbe la soluzione del problema. E invece ci si accinge a trasformare a tempo indeterminato appena 95 contratti e ad assumere appena 17 nuovi dipendenti, per altro solo nell'area della dirigenza medica. La difficoltà a garantire a Guardiagrele quel che doveva essere il minimo servizio da assicurare (parliamo di piccola chirurgia o, addirittura, di visite chirurgiche), poi, viene, a mio avviso, anche dal fatto che molti stanno lasciando o lasceranno l'ospedale non perchè liberamente determinati, ma perchè spinti -con una mobilità che forse ha ben poco di volontario - a cercare sistemazioni presentate come sicure a fronte di un futuro incerto. Non vorrei che qualcuno stia approfittando o abbia approfitatto della buona fede di molti in una fase nella quale, come abbiamo anche rappresentato nell'esposto alla Procura, regna molta confusione. Non sappiamo cosa accadrà nei due giudizi che ci vedono coinvolti. Certo è che tanto al TAR de L'Aquila quanto al Consiglio di Stato chiederemo che venga salvato l'intero ospedale e non solo il Pronto Soccorso, mentre ci rendiamo conto che questa partita si fa sempre più delicata perchè il diritto alla salute si intreccia sempre più con il diritto al lavoro."

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