L'arte che si racconta: Stefania Santone

Le tecniche, l'estro, l'ispirazione

Chiara Pirani
26/10/2015
Attualità
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Ed ecco che inizia a prendere “forma” un'intervista di quelle che lasciano il segno. Nel vero senso della parola.

Stefania apre ai lettori-ascoltatori lo “scrigno” in cui custodisce le sue straordinarie opere, un piacere per gli occhi e...per le orecchie.
“Sono sempre stata una persona creativa e fin da bambina amavo dipingere e creare anche con materiali diversi. Crescendo mi sono appassionata alla ceramica tanto da farla diventare prima una delle mie passioni e poi un vero e proprio lavoro. Il punto di svolta, e' stato quando, nel 2006, ho vinto il primo premio al concorso biennale della Mostra dell'Artigianato Artistico Abruzzese con una cornice per specchio.”

E le sue mani, delicate come la ceramica che lavorano, svelano il “segreto” della trasformazione, quel tocco in più che permette di rendere qualcosa di estremamente comune un vero e proprio “pezzo unico”.
“L'estro creativo è fondamentale nel produrre un'opera d'arte. Un vaso in terracotta è solo un vaso in terracotta, sta all'artista trasformarlo in un'opera d'arte con il suo genio e la sua creatività. È come con la musica, un pianoforte è solo un pianoforte, sta al genio riuscire a trasmettere emozioni.”

E queste emozioni sono talmente forti che tenerle per sé...sarebbe un vero peccato.
“Ormai da qualche anno organizzo laboratori di decorazione e foggiatura, rivolti ai più piccoli, ma anche a ragazzi e adulti, durante tutto il corso dell'anno. Partecipano anche i ragazzi delle classi della scuola primaria di Guardiagrele. Il laboratorio offre varie tipologie di corsi attraverso i quali trasmettere la passione per tecniche di lavorazione antiche proponendo temi e decori che consentano a bambini e adulti di rendere concreta la loro fantasia. I bambini possono partecipare ai corsi già dall'età di quattro anni e i laboratori tendono a valorizzare la loro creatività individuale e di gruppo. Il voler tramandare questo che è ormai un antico mestiere, mi spinge ad insegnare e a portare avanti queste attività. In un mondo dove è ormai quasi tutto virtuale, industrializzato e perfettamente uguale, far "riscoprire" l'uso delle mani per rendere concreta ciò che inizialmente è solo un'idea è meraviglioso. In ogni oggetto che il bambino o l'adulto creano sono presenti le caratteristiche proprie dell'individuo, ciò che ci rende unici e ineguagliabili!”

E le emozioni proseguono all'Expo, un tassello in più da aggiungere alle esperienze che Stefania continua a “collezionare”.
“Mi ha dato l'occasione di uscire da quelli che sono i confini regionali, la possibilità di avere una vetrina sul mondo, constatando che la mie opere hanno riscosso molti consensi da parte degli osservatori, siano stati essi esperti del settore o semplici visitatori.”

Sembra lecito, ora, chiedersi come nasca, come “venga al mondo” questa vena artistica eccezionale. Come, insomma, l'arte diventi realtà.
“Non c'è un momento particolare né del giorno né della notte, l'ispirazione arriva all'improvviso, ti coglie, ti rendi conto che è il momento opportuno per creare e ne devi approfittare senza lasciartelo scappare. Ormai ne sono consapevole, mi nutro di immagini che la natura e il mondo circostante mi offrono, e che poi si trasformano in pensieri che attraverso le mie mani e i pennelli si concretizzano in oggetti.”

Quegli oggetti che, dietro la loro già stupenda “apparenza”, celano qualcosa di più profondo. Sono scrigni d'arte al sapore di ceramica.

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