Parlare con Andrea è stato come esser trasportati per un istante sul campo: un'esperienza straordinaria.
A 15 anni si ha ancora molto da imparare, ma il giovanissimo attaccante sembra avere una dote innata: riuscire a insegnare e a trasmettere agli altri la sua infinita passione.
Una passione che nasce quasi prima di iniziare a camminare.
I primi passi di Andrea si muovono verso il calcio.
“Avevo tre anni quando ho cominciato, giocavo con mio papà e mio nonno nel campetto della chiesa.”
A soli 5 anni, arriva il primo “ingaggio”.
Trovandosi in una squadra di “più grandi”, il giovanissimo Andrea non può partecipare alle partite: deve accontentarsi degli allenamenti.
Ma è proprio così che ha inizio la sua avventura. E il talento, si sa, non passa mai inosservato.
Il Parma mette subito gli occhi su di lui, sui suoi piedi, che sono già capaci di straordinarie prodezze.
Affamato di goal, ma impossibilitato a regalarne, decide di lasciare la squadra, dalla quale viene richiamato poco più tardi.
A 9 anni, lo visiona l'Inter. La sua squadra.
Una comproprietà lega il talento ancora al Parma, una squadra che ha dato tanto, tantissimo al nostro giovane campione.
“Porterò con me tutto. Dalle persone, i miei compagni fantastici, alle emozioni che il campionato di quest'anno, la finale e i tornei mi hanno regalato. Delle sensazioni uniche.”
Ma ora il percorso prevede un nuovo punto di partenza.
Riuscire a dare il massimo sembra essere l'unica cosa che conta.
Tra i tanti Top Club, tra cui Juventus e Roma, determinati a non lasciarsi sfuggire questa stella, Andrea non ha dubbi.
“Giocherò con l'Inter. Sono molto determinato, voglio affrontare al meglio questa nuova situazione. Ho scelto questa squadra perché è quella che amo ed è più competitiva delle altre. Ora non resta che trovare spazio, prendermi il posto che desidero e...crescere.”
La grinta da vendere e la determinazione che invade il campo su cui Andrea gioca trova la motivazione più grande e forte nella sua famiglia.
“I miei zii mi sostengono sempre e mi danno la carica. Ad ogni partita sono lì a guardarmi, a tifare per me, a esultare ad ogni mio goal. I miei genitori e i nonni mi sono sempre stati accanto e continuano a farlo. I tifosi del Parma per la finale sono venuti fino a Chianciano per sostenerci.”
E questo sostegno sembra muovere i suoi piedi, che seguono l'obiettivo, lo perseguono instancabilmente. Lo raggiungono con un goal capace di ribaltare persino le situazioni più ostiche.
Sono i piedi di un vero leader.
“Quando sono in campo, la testa è solo lì. Non penso ad altro, solo a fare goal. Devo crescere anche su questo, devo imparare a rispettare le “pause” degli attaccanti.”
Andrea non è più fortunato degli altri. Andrea è un ragazzo che ha scelto di dedicarsi al calcio, come ad un vero stile di vita. Vede lì, chiara, davanti a sé la meta. Non esita a dare il massimo, in ogni occasione, per raggiungerla.
“Crescere e allenarsi con voglia e con determinazione, sempre. Se si vuole arrivare ad un certo livello, serve tanto sacrificio. Ai ragazzi della mia età, dico di inseguire il proprio sogno e, indipendentemente dal “risultato”...di non smettere mai di giocare.
Per me, e sicuramente anche per loro, il calcio è la cosa più bella.”
Andrea dà prova costante della sua passione, della sua grande determinazione.
“Tra le partite più belle c'è sicuramente la finale di scudetto di quest'anno, contro l'Inter. Stavamo perdendo 2-0 e anche se alla fine non ce l'abbiam fatta, siamo comunque riusciti a ribaltare la situazione sul 2-2.
Poi la semifinale con il Milan. Stavamo perdendo, ma nel secondo tempo sono riuscito a risollevare la squadra, sul 2-1, e a “sbloccarmi”, dopo 6 partite.
Ai quarti di finale con la Juve, alla “Nike Cup”, dopo un primo tempo “deludente”, ho segnato di testa all'ultimo minuto. Abbiamo vinto ai rigori.”
La sua presenza spicca anche in Nazionale. Dopo gli stage e l'amichevole con l'Albania, si approda al fatidico torneo. Andrea firma il suo primo goal “azzurro”.
Se ne attendono tanti altri, anche...”nerazzurri”.
La sua famiglia, come tutti noi, gli augura il meglio.
Il suo impegno costante, la voglia, la grinta non deluderanno.
Un premio, a Parma, gli ha permesso di “affiancare” Josè Mauri ed Hernan Crespo.
“Ho ricevuto il “Dante Boni”, un trofeo per i giovani calciatori che “spiccano” di più. Un bellissimo ricordo che porterò sempre con me.”
Il sogno di diventare calciatore non è più solo un sogno.
La concentrazione, la testa e il cuore saranno sul campo.
I piedi fremono. Non aspettano. Regalare prodezze: la loro specialità.
In bocca al lupo Andrea.