Scuola di via Anello, Grande Guardiagrele: «Tre plessi spostati a catena, senza considerare spazi e costi»

Grande Guardiagrele
05/08/2026
Attualità
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GUARDIAGRELE (CH) – Il gruppo consiliare Grande Guardiagrele (Piergiorgio Della Pelle, Liliana Rullo, Beatrice Rosica e Massimo Mattioli) contesta sia la soluzione individuata per ricollocare gli alunni, sia il modo in cui ci si è arrivati. La sospensione dei lavori alla scuola di via Anello, l'edificio che avrebbe dovuto ospitare la secondaria di primo grado, è durata alcuni mesi e rendeva prevedibile la mancata consegna della struttura per l'inizio dell'anno: un esito che in piena campagna elettorale veniva invece escluso. A poche settimane dalla campanella, e fino a martedì 4 agosto, né l'Amministrazione né la scuola avevano comunicato alle famiglie dove sarebbero andati i bambini.

Il gruppo non condivide le scelte politico-amministrative compiute dalla maggioranza dopo la sospensione dei lavori, a seguito di tutti i provvedimenti e i comportamenti consequenziali intervenuti dopo le decisioni della magistratura amministrativa. Una vicenda che dura da mesi e che arriva alla vigilia dell'anno scolastico senza una soluzione condivisa con le famiglie.

«Apprendiamo che famiglie e personale scolastico sono stati convocati dal Comune, a un incontro al quale non siamo stati invitati, e che da lì è emersa l'ipotesi di uno spostamento a catena: la primaria nella sede dell'infanzia di via Anello, i bambini dell'infanzia in via Cavalieri, la secondaria di primo grado nella nuova scuola primaria di via Cappuccini. Tre plessi movimentati per recuperare i mesi persi, annunciati in una riunione», riporta il gruppo.

L'opposizione elenca le criticità di una soluzione che ritiene adottata senza i numeri alla mano. «La normativa sull'edilizia scolastica fissa in almeno 1,80 metri quadri per alunno, al netto degli arredi fissi, la superficie delle aule dell'infanzia, della primaria e della secondaria di primo grado: prima di spostare una classe bisogna misurare l'aula che la accoglierà. Le famiglie iscrivono i figli a un plesso preciso, con un proprio codice identificativo: si sceglie una scuola anche per dove si trova, per come ci si arriva a piedi, per gli spazi e i laboratori che ha. Cambiarla d'ufficio significa cambiare le condizioni su cui quella scelta era stata fatta. E ogni spostamento complica vigilanza, orari e piani di emergenza, che restano in capo al dirigente scolastico, mentre gli interventi sugli edifici spettano al Comune.»

Continuano: «Manca poi il conto. Adattare aule pensate per bambini di tre anni a ragazzi di tredici, spostare arredi e attrezzature digitali della primaria, mettere a norma bagni e spazi comuni ha un costo che ricade sul bilancio comunale e richiede un tempo che nessuno ha quantificato.»

Il rischio che il gruppo segnala è che le famiglie, davanti a una scuola divisa su tre indirizzi e a un anno di provvisorietà, scelgano di iscrivere i figli altrove.

«Chiediamo all'Amministrazione di rendere note le metrature delle aule destinate a ciascuna classe, i costi degli adattamenti e il cronoprogramma per il completamento della scuola di via Anello e il rientro dei bambini», conclude il gruppo consiliare.

Gruppo Consiliare Grande Guardiagrele

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