Il 70% degli automobilisti dichiara di infrangere le regole

Stefania Scogna
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29/04/2011
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Territorio
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“Ogni due ore sulle strade italiane muore una persona. Nel solo 2009 a causa degli incidenti stradali ci sono stati 4.237 morti, dei quali 1200 erano sotto i 30 anni, un milione di feriti e 20mila paraplegici. Statisticamente l’80% dei sinistri è dovuto a errati comportamenti umani e soprattutto ad un mancato rispetto delle regole al volante. Grazie alle recenti modifiche al Codice della Strada, l’apparato normativo prevede sanzioni pesanti per chi causa incidenti commettendo infrazioni gravi. I controlli però non sono ancora sufficienti e, soprattutto, manca la certezza della pena. Si tratta di una situazione insostenibile che non possiamo più tollerare. E’ tempo che si arrivi alla modifica del Codice Penale introducendo una fattispecie normativa che regoli il reato stradale, soprattutto quando si causano morti o feriti gravi”. Sono le parole di Sandro Salvati, Presidente della Fondazione Ania , Fondazione per la Sicurezza Stradale. La stessa Fondazione ha portato avanti un’indagine su “Gli italiani ed il rispetto delle regole” per approfondire il grado di osservanza delle norme, ed è emerso che il 91% degli italiani condanna la violazione delle principali regole di convivenza civile, comprese quelle stradali. “Condotte di guida scorrette e sconsiderate causano alcuni tra i più gravi delitti stradali ed è giusto quindi che si possa configurare l’ipotesi di dolo eventuale per la gravità umana, sociale ed etica degli incidenti stradali” prosegue Salvati. Ma nonostante che gli italiano condannino la violazione delle regole, il 58% ritiene che quando è al volante, non venga rispettato il codice della strada.Oltre il 70% degli automobilisti dichiara di infrangere le regole, pur essendo consapevole dei rischi e delle conseguenze. L’infrazione del codice della strada viene spiegata con una sottovalutazione del rischio, il 91%, la considerazione di controlli scarsi e inefficaci, il 72%, la percezione che le sanzioni previste non sono così pesanti da far paura e non vengono applicate, il 70%. Ed è proprio in quest’ottica di prevenzione ed educazione che si inseriscono i controlli più assidui e stringenti della Polizia Municipale. Il Comandante Lorenzo Di Pompo ha dichiarato che già nel periodo 2005-2007 i controlli venivano svolti con sistematicità, per poi calare negli ultimi anni soprattutto a causa della carenza di personale. “Diverse sono state le lamentele sui controlli degli ultimi mesi, ma non effettuarli vorrebbe dire venire al ruolo per il quale siamo stati pagati. Sicuramente facendo un raffronto tra i dati del periodo Gennaio-Maggio 2010 e lo stesso periodo del 2011, i controlli e le multe sono aumentate in maniera rilevante. L'utilizzo di strumenti come il telelaser e l'autovelox vogliono avere l'obiettivo principale di educare gli automobilisti al rispetto delle regole e garantire così la propria e l'altrui incolumità." Di Pompo vuole puntare, inoltre, ad una nuova concezione della struttura del Comando di Polizia Municipale: “attraverso la creazione di collegamenti fra le istituzioni e il Comando, e fra il Comando ed i cittadini, il Comando deve diventare un luogo di risoluzione dei problemi dei cittadini, un luogo dove trovare risposta ai problemi che di volta in volta possono presentarsi”.

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