Piccole storie antiche: "Signa Leonis"- Guardiagrele 13 agosto 2011-

“Le piccole storie son necessarie al corpo della storia nazionale, e, per farla vera e compiuta, bisogna fare e finir di rifare le storie locali.” G.Carducci

| di Silvia Garzarella
| Categoria: Storia
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"Signa Leonis" 2010 - Foto Francesca Gallo
E’ questo lo slogan di “Signa Leonis”, la fortunata ricostruzione storico-medievale giunta alla sua VI edizione. Sabato 13 agosto a partire dalle ore 16.00 le strade di Guardiagrele si riempiranno di giocolieri, sbandieratori, artisti di strada e musici che sotto la regia di Fabio di Cocco attraverseranno le vie del paese fino all’arrivo in Piazza S.Francesco alle ore 19.00 dove si svolgerà la parte conclusiva della rappresentazione. Tanti i gruppi coinvolti, figuranti di Sulmona, Tortoreto e Ripa Teatina si andranno ad unire ai cortei locali al fine di creare l’atmosfera di un tempo passato e lontano che invaderà le strade del paese.

Ricostruire, ricreare,” rifare le storie locali”, al di là della moda della ricostruzione medievale, dar vita a una storia antica, impolverata, ingiallita come una pergamena, una storia del XIV secolo di famiglie importanti, di re e di monete antiche. Il 4 giugno 1391 il re Ladislao di Durazzo concedeva al conte Napoleone Orsini una bolla con il permesso di battere moneta nella sua terra fino alla fine della guerra tra i Durazzeschi e Luigi II D’Angiò. La moneta coniata sarà il “Bolognino” che, anche se per un breve periodo, darà autonomia al territorio degli Orsini in un quadro storico-geografico dominato da lotte interne. La rappresentazione ripercorrerà le tappe fondamentali della consegna della bolla. L’antico attraverserà quindi le strade di Guardiagrele creando quel quadro suggestivo e surreale tipico delle ricostruzioni medievali e possibile solo grazie all’impegno di quanti dietro costumi di velluto, tamburi e bandiere uniscono impegno e passione. I figuranti saranno molti e sotto cappelli e vestiti pesanti non si riconosceranno neppure ma bisogna ricordare che lo spirito della manifestazione stessa è proprio in loro. ”Rifare le storie locali” non è altro che indossare abiti che non ci appartengono, essere figuranti di una storia antica.

Silvia Garzarella

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