Raymond Ernest Salvati, il Re del Carbone degli USA, aveva origini a Bucchianico

| di Geremia Mancini
| Categoria: Personaggi
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Raymond Ernest Salvati nacque a Monongah , Contea di Marion , nel West Virginia, il 14 maggio del 1899, da Camillo ed Elizabeth Armentrout.

Il padre Camillo era nato a Bucchianico (CH) in contrada colle San Martino, il 2 marzo del 1860 da Gennaro (venticinquenne "contadino" nato a Bucchianico e figlio di Giovanni e Maria Di Toro Mammarella) e da Alba Mammarella (ventiseienne "contadina" nata a Vacri (CH) e figlia di Tommaso e Berardina Sciubba).

Camillo, il padre, decise di tentare il "sogno americano" e giunse nel West Virginia intorno al 1890. All'inizio, come tutti, lavorò nella tristemente nota miniera di Monongah (il 6 dicembre del 1907 si verificò l'immane tragedia) per poi aprire, successivamente, una piccola attività commerciale.

Raymond Ernest fino all'età di sette anni fu costretto, per un attacco di poliomelite, ad indossare un tutore. Intanto, per aiutare l'economia familiare, vendeva per strada i giornali e faceva il lustrascarpe. A dieci anni riuscì a liberarsi del fastidioso tutore e divenne anche un abile barbiere.

Dotato di una intelligenza fuori dal comune fu spinto, da un sacerdote, a cercare la via dello studio. Per pagarsi l'Università arrivò a vendere, porta a porta, pentole e piatti.

Raymond Ernest dopo aver frequentato le scuole a Monongah si laureò, nel 1922, in ingegneria mineraria alla West Virginia University. Subito dopo iniziò la sua carriera presso la "Island Creek Coal Company" di Holden in West Virginia. All'inizio fu caposquadra ma già nel 1924 era sovrintendente di ben cinque miniere.

Nel 1926 Salvati passò alla "Pond Creek Pocahontas Co." dove, nel 1928,  fu nominato direttore e nel 1932 fu eletto vicepresidente e direttore.

Mantenendo sempre i suoi incarichi con la compagnia "Pond Creek Pocahontas Co.", nel 1935, fu richiamato a Holden come direttore generale della "Island Creek Coal Company" e poco dopo fu nominato direttore generale e vicepresidente.

Nel febbraio del 1942 morì il padre. Salvati nel 1949 divenne presidente della "Island Creek Coal Company" e allo stesso tempo divenne presidente della "Pond Creek Pocahontas Company", della "Smokeless Coal Company" e della "Island Creek Fuel & Transportation Company".

Continuò come presidente della capogruppo e delle società controllate fino al 1961. Successivamente arrivò a ricoprire la doppia carica di presidente del consiglio di amministrazione e amministratore delegato di tutte quelle imprese.

Salvati fu anche direttore della "Norfolk and Western Railway Company". Nel 1960 fu nominato da "International Cooperation Administration" come capo di tutti i presidenti delle compagnie carboniere che, su richiesta del governo indiano, ispezionarono e valutarono le miniere di carbone in India.

Nel 1960 fu nominato dal governo degli Stati Uniti a capo del comitato "American Mining Congress". Sotto la sua guida la "Island Creek Coal Company" divenne il terzo più grande produttore di carbone commerciale del mondo.

Nel 1958 ricevette il prestigioso "Horatio Alger Award" e in quella occasione dichiarò

"Se lavori duro, puoi sempre trovare un modo per avere successo".

Fu insignito del "West Virginia Son of the Year". Nel 1960 gli fu consegnato il famoso "AIME Erskine Ramsay Medal" con questa motivazione

"Per i suoi eccezionali contributi e risultati nello sviluppo e nell'applicazione della tecnologia moderna nell'estrazione del carbone sotterraneo e nella preparazione del carbone bituminoso e per i suoi molti anni di distinta leadership nel settore".

E' inserito nel "Roll of the Order of Vandalia" della "West Virginia University". Fu più volte ricevuto alla "Casa Bianca" dove incontrò il Presidente degli Stati Uniti John Fitzgerald Kennedy.

Salvati aveva sposato Babette Getler dalla quale ebbe tre figli. Raymond Ernest Salvati morì nel novembre del 1982 .

Per lui si sprecarono molte e tutte lusinghiere definizioni e tra queste quella di "King of Coal". Il "Re del Carbone" morì sapendo di aver pienamente realizzato il "sogno americano" del padre.

Geremia Mancini

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