Spazio Aperto è uno spazio offerto alla città, alle associazioni, agli enti, a quanti intendono partecipare alla vita sociale e culturale del territorio. Scopri di più.

Leggende e superstizioni d'Abruzzo: un mondo ricco di curiosità

| Categoria: Attualità | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
STAMPA

Se c'è qualcosa che accomuna realmente le varie zone d'Italia, questo è sicuramente il mondo delle superstizioni e del folklore: ogni regione vanta infatti un ricco campionario di leggende e credenze tramandate nei secoli e ancora oggi ben radicate, non solo nelle vecchie generazioni ma anche, molto spesso, tra i più giovani. In questo quadro non è certo da meno l'Abruzzo, una regione fortemente legata alle proprie tradizioni e nella quale è possibile scovare tanti interessanti racconti di questo tipo.

La "pantafica", il mostro che disturba il sonno

Una delle leggende più radicate in Abruzzo, ma piuttosto diffusa anche in altre regioni italiane, è quella della "pantafica", anche conosciuta come "pandafeche", una sorta di demonio capace di disturbare il sonno del malcapitato accovacciandosi sul suo petto e bloccandone la bocca con la mano. Tradizione vuole che la donna, dai lineamenti spettrali e orribili, si aggiri di notte vestita di bianco in cerca delle sue vittime, che, ignare, rischiano di ritrovarsi senza fiato durante il proprio riposo.

Secondo la superstizione locale, per allontanare le pantafiche basterebbe in realtà seguire poche semplici regole. Poiché la strega non riesce a resistere alla tentazione di contare gli oggetti più piccoli, sarebbe infatti sufficiente lasciare sulla porta di casa un sacchetto di legumi o una scopa: la megera si lascerà attrarre da questi e trascorrerà tutta la notte cercando di completare la conta.

La leggenda della pantafica trova oggi un fondamento scientifico nel disturbo della paralisi del sonno, un fastidioso fenomeno che si verifica quando ci si sveglia durante la fase REM e ci si ritrova in una sorta di paralisi cosciente. È curioso, tuttavia, notare come nonostante il blocco sia oggi facilmente spiegabile, sono ancora in molti - ben il 38% degli abruzzesi secondo un sondaggio - a legarlo all'immagine della figura demoniaca.

I mazz'marill, dispettosi folletti d'Abruzzo

Altri personaggi caratteristici della tradizione abruzzese sono i mazz'marill, dei dispettosi folletti che si nascondono all'interno dei boschi e che possono, talvolta, entrare in contatto con i visitatori. Pur essendo simpatici e spesso utili, poiché in grado di indicare la presenza di tesori o di mettere in guardia da possibili pericoli, i mazz'marill sanno anche essere fastidiosi, soprattutto se ignorati e non ascoltati.

In questi casi, infatti, i piccoli folletti iniziano a fare dispetti, per esempio nascondendo o rompendo oggetti, ecco perché è importante, secondo la superstizione, non farli arrabbiare. I mazz'marill sono personaggi molto amati in terra d'Abruzzo, tanto che al Castello di Palmoli ogni anno nel mese di novembre viene celebrata una festa in loro onore, incentrata su tradizioni locali e tanto divertimento.

Le superstizioni da rispettare in gravidanza

Molte leggende abruzzesi si legano alle superstizioni da rispettare durante il periodo della gravidanza, una fase della vita in cui ancora più forte si sente il bisogno di proteggere le donne e i piccoli che esse portano in grembo. Secondo la tradizione, per esempio, alla futura mamma sarebbe necessario regalare una mela con delle piume di gallina conficcate all'interno; in cambio, per buon auspicio, la donna dovrà offrire ai suoi ospiti tante "scherfèlle", dei fritti tipici del posto, quante sono le piume presenti nella mela.

Altrettanto importanti in questo periodo sono poi le superstizioni riguardanti la paura delle streghe, esseri malefici particolarmente attratti dalle donne incinte, che rischiano di vedersi sottratto il latte materno e di deperire a causa della loro presenza. Molto frequente è, per questo motivo, l'utilizzo di amuleti in grado di allontanare questi personaggi malvagi, come per esempio denti di lupo e aculei di riccio, che le donne gravide e le neomamme devono tenere sempre con sé.

Riti e superstizioni, un'usanza tutt'altro che locale

Un po' perché ci si crede realmente, un po' per mera scaramanzia, le superstizioni molto spesso entrano a far parte delle più disparate attività quotidiane, non soltanto nelle piccole realtà provinciali italiane ma anche in contesti ben differenti in giro per il mondo. Basti pensare a quanti personaggi dello spettacolo o dello sport leghino i propri risultati a specifici riti scaramantici: nel mondo del poker, per esempio, in tanti si affidano a portafortuna personali o a ben precisi comportamenti ritenuti propiziatori durante le sfide disputate al tavolo verde.

Anche nel teatro sono tante le superstizioni che ancora oggi vengono rispettate in tutto il mondo, dai colori da evitare, come il viola in Italia e il verde in Francia, ritenuti portatori di sfortuna, a precise formule augurali, fino al gesto di battere tre volte a terra il copione eventualmente caduto sul pavimento, per allontanare il rischio di fallimento dello spettacolo.

Insomma, un ricco campionario di credenze e comportamenti che tutt'ora possiamo ritrovare tanto nei più piccoli centri abitati della provincia italiana quanto negli ambienti più ricchi e sfarzosi: e voi, quali superstizioni proprio non riuscite ad abbandonare?

Contatti

redazione@guardiagreleweb.net
mob. 329.8582692
Accedi Invia articolo Registrati
Cittanet
Questo sito utilizza cookies sia tecnici che e di terze parti. Continuando la navigazione acconsenti al loro utilizzo - Informativa completa - OK